Synecdoche, New York

Synecdoche New YorkUn film che non può passare inosservato dentro di noi, tanto scava nelle domande e i disagi del nostro inconscio. Oppure anche perché lo detestiamo sfrenatamente, come la tizia che ho incontrato alla toilette. Regista e sceneggiatore è Charlie Kaufman, che aveva scritto anche Se mi lasci ti cancello e Essere John Malkovich, il che non è poco. In più qui abbiamo come interprete il grandissimo e tenero Philip Seymour Hoffman (RIP).

Siamo a New York e il film narra dei travagli interiori di un regista teatrale, Caden Cotard, e dei suoi rapporti con le figlie, le mogli, le fidanzate. Rapporti mai facili, ma credibili, perché chiaramente lui è un uomo perennemente a disagio. All’inizio assistiamo ad una quotidianità banale ma nello stesso tempo inquietante. Lui è ipocondriaco e depresso (mi pare), ma non gli manca un po’ di ironia (amara ovviamente) ogni tanto. Angosciante ma assai realistico l’ incontro con il neurologo che non lo guarda mai negli occhi e dice nomi di orribili malattie. In fondo a me è capitato esattamente lo stesso al San Rafffaele. Decisamente inquietante l’uomo allampanato in strada che lo osserva, che ha un ruolo importante come vedremo poi.

Via via la situazione in cui Caden si muove da difficile diventa sempre più grottesca e allucinata. E diventa chiaramente la storia di un uomo a disagio che perde se stesso a poco a poco, muovendosi nelle complicate, ripetitive, paradossali dimensioni dell’inconscio. Un uomo che fino all’ultimo si batte strenuamente per dare un senso alla sua vita. E infatti ecco che grazie ad un premio vinto decide di rappresentare se stesso e la sua vita e per fare questo allestisce in un enorme magazzino di New York, un hangar, la riproduzione della città di New York. E questo magazzino diventa un set perenne, con un casting perenne, con la riproduzione  di tutte le scene della sua vita. Va da sé che ogni personaggio, perfino lui, si confonderà con la persona reale e le situazioni si attorciglieranno e a volte non sono chiarissime. Grandissimo cast, cioè con una quantità incredibile di attori e comparse.

A differenza di tanti film (non solo italiani) dove dopo un inizio buono poi tutto si confonde e va in vacca, qui invece ad un certo punto il film vira e si fa decisamente geniale e folle. Ma di una follia che ha senso.  Stupendo il senso di cronologia confusa e della ineluttabilità di certi fatti che accadono non solo nei sogni ma anche nella vita. Philip Seymour Hoffman meraviglioso, come sempre.

Questo film è stato girato nel 2008 (non so perché l’abbiano tirato fuori ora) quando PSH era vivo e vegeto. Molto triste quindi vedere l’attore truccato che invecchia, cioè come non lo potremo vedere mai.

About Carla

Carla
Mooolto milanese, quindi fanatica del lavoro. Ma anche di cinema, animali, viaggi lontano, e recentemente anche di escursioni (facili). Ho sempre lavorato nell’ICT, prima con competenza tecnologica e poi nel marketing e comunicazione. Ho fatto la manager per tanti anni. E adesso basta, voglio divertirmi e questo BLOG è una delle mie nuove passioni che mi danno soddisfazione e piacere. Ah dimenticavo: vivo con mio figlio e tre gatti.

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