PID: Leggenda o Verità?

Pubblichiamo il contributo di Donato, lettore di from9to9 ed esperto a livello mondiale della controversa tematica in questione. Articolo denso e più lungo del solito ma vi assicuriamo che l’argomento è affascinante. Perché a volte la realtà non è quello che sembra.

 

In qualità di grande fan dei Beatles, mi sono sempre appassionato a tutto ciò che ruota attorno al loro mondo: ho letto quasi tutti i libri che li riguardano, ho collezionato dischi e svariate tipologie di oggetti tutti targati Fab Four.

Della cultura che mi ero fatto su questa materia ha fatto parte, fin dalla nascita della mia passione, anche la leggenda “Paul is dead”, ovvero la diceria secondo la quale Paul McCartney sarebbe morto ed al suo posto ci sarebbe un sosia.

Per tanti anni tutto quello che ho saputo circa questo argomento era che queste voci erano nate da un deejay di Detroit e che avevano come riscontro alcuni messaggi nascosti nella produzione dei Beatles stessi: pareva che facendo suonare un disco al rovescio si sentisse una voce dire :“Paul is dead” (Paul è morto) e poi c’era la famosa camminata sulla copertina di “Abbey Road” che doveva essere interpretata come un corteo funebre con John nei panni del sacerdote; Ringo che interpretava l’impresario delle pompe funebri; George, in jeans, il becchino e Paul, scalzo, il morto.
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Un po’ poco. Infatti nella mia mente questa vicenda era stata catalogata come “aneddoto di contorno” ed era stata riposta in una sorta di anticamera del dimenticatoio.

La mia mania per i Beatles era iniziata negli anni ottanta quindi per me l’avvento di internet, verificatosi parecchio tempo dopo, fu una vera manna: potevo finalmente avere accesso ad immagini mai viste, leggere articoli altrimenti irreperibili, ascoltare registrazioni a me sconosciute e così via.
Un giorno, si parla dei primi anni duemila, mi venne in mente di provare a vedere cosa si dicesse sulla rete della questione PID (acronimo per Paul Is Dead); quello che trovai mi stupì non poco: non c’erano molti siti che se ne occupavano, anzi fondamentalmente ce n’era uno solo e non affrontava il “mistero” nella maniera alla quale ero stato abituato.

Il forum si chiamava “The King Is Naked” ed utilizzava un approccio completamente diverso: dava sì spazio agli indizi più o meno realmente presenti nella produzione dei Beatles ma si concentrava soprattutto sulle differenze fisiche, corporee e facciali dei due soggetti presi in esame: quello pre e quello post presunta sostituzione.
Si puntava a far notare come il Paul del periodo antecedente l’autunno 1966 avesse caratteristiche fisiche diverse dal Paul degli anni successivi.

Ed erano caratteristiche che il tempo non può mutare come l’altezza, la forma del cranio etc..
Le comparazioni non erano calibrate al 100% ma si vedeva chiaramente che i due soggetti esaminati non potevano essere la stessa persona: venivano affiancati i “due” Paul e si notavano ad occhio nudo le differenze oppure si comparavano alcune fotografie di Paul in compagnia della medesima persona, in periodi diversi, e si capiva che il soggetto ritratto dopo il 1966 era notevolmente più alto di quello fotografato in quell’anno od in quelli precedenti.
Questo tipo di differenze non può in alcun modo spiegarsi con l’avanzare degli anni o con il cambio di stile di vita, come può essere ad esempio iniziare a fare uso di droghe: l’LSD ti farà anche fare viaggi psichedelici ma non ti allunga di certo il cranio…

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(nelle foto: Paul McCartney con Jane Asher prima e dopo la “cura”)

Rimasi davvero impressionato: avevo guardato quella faccia migliaia di volte e non mi ero mai accorto di ciò che ora pareva chiaro ai miei occhi.

Le comparazioni erano di livello semiamatoriale ma il risultato era incontestabile.

Io e molti altri ci appassionammo allora a questo mistero ed iniziammo a cercare nuovi elementi nei dischi, nelle copertine, nei filmati, sulle riviste etc.: così furono scoperti numerosi indizi.

Per motivi di spazio non posso elencare gli indizi che furono trovati grazie a quel forum ed a quelli che da esso presero il testimone; per ora mi limito a dire che una buona percentuale di essi è davvero interessante e non può essere frutto del caso.

Nel 2009 poi ci fu una svolta: la rivista “Wired “pubblicò un articolo in cui due esperti – una anatomopatologa ed un tecnico di computer, Carlesi e Gavazzeni, già periti in processi importanti come quello per la morte di Ilaria Alpi e quello riguardante il mostro di Firenze – accettavano la sfida: dimostrare con le tecniche più avanzate che i parametri fisici (del cranio soprattutto) dei due soggetti erano tra loro compatibili e che si trattava quindi di una bufala: Paul era sempre rimasto lo stesso.

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Con loro meraviglia, dovettero ricredersi: i parametri non corrispondevano e non c’era possibilità che si trattasse dello stesso individuo!

Galvanizzato da questa notizia, feci fare un salto di qualità alle mie ricerche, cominciando ad intervistare persone che potevano avere informazioni più dettagliate circa i vari aspetti del mistero, come ad esempio le circostanze della presunta morte.
Presunta perché pur essendo ormai pressoché certo che Paul sia stato sostituito, sono, viceversa, molto meno sicuro che sia morto perché, se è pur vero che gli indizi parlano di una morte, non è detto che non siano stati messi di proposito per far credere a qualcuno che questa sia la verità mentre in realtà può essere successo ben altro.

Mi sono dilungato già troppo, nella speranza di ritrovarvi su queste pagine per parlare di questo e di altri argomenti mi congedo lasciandovi il link al servizio della trasmissione “Mistero” su Italia1 al quale ho partecipato un paio di anni fa per parlare proprio di PID

Video di Mistero – La morte di Paul McCartney

e segnalandovi due libri imperdibili se si vuole approfondire l’argomento:

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– “Paul Is Dead? Il caso del doppio Beatle” di Glauco Cartocci (Edizioni Robin), al quale ho collaborato, vera e propria enciclopedia sulla materia, quasi tutto quello che si è detto su questa storia qui lo trovate.

– “Il Codice McCartney” di Andriola e Gigante (Rizzoli), gli stessi autori dell’articolo di “Wired” di cui questo volume è l’ideale prosecuzione: qui si prendono in esame anche le comparazioni vocali e grafologiche.
 

 

 

Donato

Il mistero mi affascina, non sempre le cose stanno come ci sembra. Il protagonista di Matrix apre gli occhi grazie ad una pillola rossa, mi piacerebbe essere il Morpheus di questo blog e farvi scoprire cose che non immaginavate, cercando di mantenere sempre un alto il livello di (auto)ironia.

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