Perché mai non c’è Starbucks in Italia?

Starbucks logoAnche se è vero che ad alcuni, ormai pochi, Italiani Starbucks può non piacere perché l’Italia è la patria del caffè e noi amiamo il caffè espresso bla bla bla, ammetterete che è pur sempre molto strano che nel 2014 il fortissimo e inarrestabile fenomeno della globalizzazione non abbia ancora portato in Italia questa catena che vanta 23.187 punti vendita in 64 Paesi nel mondo. Una ragione c’è, ma prima di svelarla facciamo qualche passo indietro.  
Innanzitutto possiamo cominciare col dire che il fenomeno è paragonabile a quello dell’entrata degli hamburger in Italia.  Anche questi avevano fatto un po’ di fatica a decollare. Una trentina di anni fa era comparso il Burghy con alcuni punti vendita (6 per la precisione) a Milano ed erano stati accolti molto bene. La catena era completamente italiana (Supermercati GS) e aveva perfino dato l’avvio al fenomeno dei paninari. Ma naturalmente non bisognava essere per forza un paninaro per andare a mangiare gli hamburger di Burghy. Diciamo che l’Italiano, come sempre molto incline ai fenomeni modaioli, era riuscito a trasformare in una faccenda di stile e di abbigliamento anche la semplice comparsa di un nuovo tipo di panini. Ma se a Milano, città aperta alle nuove tendenze e un po’ meno provinciale delle altre, gli hamburger erano piaciuti e infatti i locali Burghy erano sempre molto affollati, in provincia le cose non erano andate nello stesso modo. A quei tempi io frequentavo Pavia e ricordo la nascita e la quasi immediata morte di un triste punto vendita Burghy nel centro della città, vicino all’Università, perennemente vuoto.  In sostanza i giovanissimi di Pavia, avvinghiati alle tradizioni culinarie secolari, continuavano a preferire la pastasciutta e i tortellini al brasato che la mamma faceva loro amorevolmente trovare a casa. Oppure la mensa. Per carità, buonissimi (i tortellini, non la mensa). Ma trovavo piuttosto scandaloso che dei teen ager non fossero minimamente attratti dalla trasgressione insita in un meraviglioso hamburger grondante ketchup e americanità!Starbucks 2
Comunque poi una decina di anni dopo, nel ’96, è arrivato McDonalds che ha inglobato Burghy e la catena McDonalds si è felicemente stabilita anche in Italial Oserei dire “finalmente” dato che qualche anno prima mi era capitato di essere all’estero con dei colleghi internazionali con i quali dovevamo decidere dove andare a mangiare e qualcuno aveva lanciato l’idea del McDonalds e l’unica che non capiva cosa fosse era stata la sottoscritta e vi assicuro che avevo provato un tale senso di inadeguatezza, frustrazione, umiliazione che mi aveva fatto capire per la prima volta (e per sempre!) quanto l’Italia sia diversa dal resto del mondo Occidentale. E’ ovvio che sto facendo considerazioni di tipo sociale e di costume, non entro minimamente nel merito della qualità del cibo. 
Quindi finalmente in Italia è entrata la catena McDonald’s. Eppure l’Italia è la patria del cibo. Come pure la patria del caffè. Ma perché gli hamburger sì e il caffè in serie no?
Inoltre quasi tutti sanno che il papà della catena Starbucks si è ispirato proprio ai bar e caffè italiani (anzi di Milano!) per costruire lo stile del suo impero, perché era rimasto colpito dall’atmosfera confortevole che aveva trovato a casa nostra. E, un po’ modificata, l’ha ricreata a casa sua. E poi lo sanno tutti che nel caso Starbucks il prodotto erogato non è il caffè ma il locale nel quale la gente si incontra.
Ormai gli Italiani viaggiano e amano Starbucks. Quando mi trovo in giro per il mondo con gruppi di amici (italiani) la catena è diventata una tappa obbligatoria, ricercata da tutti. Perché ci si rilassa e si sta bene. Tutti ormai siamo abituati ai caffè delle macchinette e ai beveroni americani o inglesi abbastanza terrificanti. Mentre i prodotti di Starbucks sono piuttosto buoni, anzi a me piacciono. E non solo a me. Inoltre quello che è bello di Starbucks sono l’atmosfera, le poltrone, i tavoli, l’arredamento, gli specchi, la gente. I ragazzi che ci lavorano.  Il Wi-fi!! E poi fa figo farsi vedere da Starbucks perché ormai è diventato un marchio che ha creato un grande senso di appartenenza in un pubblico molto importante e numeroso. Quindi non sta proprio in piedi che un Paese modaiolo come il nostro e una città come Milano da sempre iper attenta alle nuove mode non siano terreno di facile e  florida conquista da parte della catena dei chicchi di caffè.

In sostanza quindi non esistono le motivazioni del tipo: all’italiano piace l’espresso ecc. Starbucks 3La ragione invece è la seguente: in Italia ogni possibile apertura di Starbucks dipende dalla società Autogrill che ha una forte partnership con la società americana. Non dimentichiamo che da parecchi anni Autogrill è il primo operatore mondiale nel settore della ristorazione per chi viaggia e si è aggiudicata in questo modo la concessione di marchi molto diffusi tra cui appunto Starbucks. Anche negli Aeroporti. La collaborazione tra le due grandi Aziende ha avuto inizio nel 1991 negli Stati Uniti e più recentemente si sta diffondendo anche in Europa, in particolare in Francia e Olanda.

Spetta quindi ad Autogrill decidere se aprire o no Starbucks in Italia. Ma in questo caso è sì vero che l’Italia non è come gli altri Paesi, l’Italia è il Paese del caffè espresso ecc.  e  guarda caso proprio in Italia Autogrill ha numerose collaborazioni con molte aziende di caffè e il mercato del caffè qui da noi non è né semplice né recente (c’è un bar ad ogni angolo di strada … questo è un fatto unico al mondo), e inoltre non dimentichiamo che proprio qui in Italia ci sono colossi tipo Illy e Lavazza che potrebbero non essere tanto contenti …… Ed ecco quindi perché la decisione si fa attendere.E noi continuiamo a non avere il nostro Starbucks in Italia.

About Carla

Carla
Mooolto milanese, quindi fanatica del lavoro. Ma anche di cinema, animali, viaggi lontano, e recentemente anche di escursioni (facili). Ho sempre lavorato nell’ICT, prima con competenza tecnologica e poi nel marketing e comunicazione. Ho fatto la manager per tanti anni. E adesso basta, voglio divertirmi e questo BLOG è una delle mie nuove passioni che mi danno soddisfazione e piacere. Ah dimenticavo: vivo con mio figlio e tre gatti.

4 comments

  1. Paolo Ponte

    La domanda me la sono fatta anche io e pare il motivo principale per il quale SB non apra punti di ristoro in Italia sia proprio dovuto al fatto il grande capo Howard Schultz sia convinto che l’immagine di una caffetteria come Starbucks, che pure trae ispirazione dal modello sociale e commerciale dei caffè italiani, in Italia non funzionerebbe, dal momento che «agli italiani non piacciono le tazze di plastica, poiché essi non considerano neanche la possibilità di prendere il caffè fuori dal bar, bevendoselo mentre camminano o guidano» (cit. Wikipedia).
    Questa è la spiegazione ufficiale per la quale SB preferisce non diffondersi in Italia così come ha fatto per molte nazioni in tutto il mondo.

    • Carla Vegetti
      Carla Vegetti

      Questa è la spiegazione “ufficiale” appunto.
      Il caffè fuori dal bar non è obbligatorio. A migliaia di ragazzi, e non solo, SB piacerebbe tantissimo. Tanto è vero che quando sono all’estero lo vanno a cercare come punto di ritrovo. E anche qui in Italia ho sentito molti che lo auspicano. E’ una forma di socializzazione, non è un modo di prendere il caffè.

  2. E’ vero, anche a me Strarbucks piace molto e mi manca in Italia.
    Grazie Carla, non conoscevo in modo così approfondito questa interessantissima
    storia relativa a Burghy, McDonalds, Autogrill, SB …. in Italia.
    Sono d’accordo, SB ha la sua forza nella sua peculiarità socializzante. Trovo bellissimo andare lì e bermi un caffè mangiando una brioche e intanto aprire internet, leggermi un libro, sentire parlare non ad alta voce le persone, incontrare anche una persona magari anche per lavoro.
    Una cosa devo anche dire su Autogrill che stride con l’ “esclusività” contro SB in Italia: io da tempo lì non bevo più caffè perchè quando lo bevi è una cosa terrificante, ti lascia la bocca rovinata, trovo faccia veramente (si può dire?) schif… !
    La bontà del caffè io trovo che la riconosci quando lo bevi senza zucchero. Se quando lo bevi senza zucchero è piacevole, allora quello è un buon caffè.
    Non faccio pubblicità però dove abito io, a Seregno, c’è un bar dove io lo vado a prendere tutte le mattine senza zucchero ed è veramnte un piacere!
    Ciao!
    Starbucks, io ti aspetto in Italia!

  3. Carla

    Hai ragione, bevuto senza zucchero il caffè si sente di più!
    In quanto a SB non ci rimane altro che sperare, noi spiriti innovativi amanti delle novità internazionali. Ahahah. Oppure andare all’estero il più possibile!

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