Non assumere una persona perchè ha un tatuaggio è discriminazione?

tatuaggi e lavoro in ufficio

Sulla stampa internazionale ho letto due interessanti articoli sul tema dei tatuaggi nel posto di lavoro: sia BBC News che The Economist hanno dedicato spazio a questo tema, per indagare se la presenza di un tattoo influenzi la scelta di un candidato o il licenziamento di un dipendente.

L’Università di St Andrews in Scozia ha modificato alcune foto di candidati, aggiungendo un tatuaggio e ha chiesto a un panel di valutarli per una possibile assunzione. I candidati con tatuaggi visibili sono stati valutati meno adatti anche se avevano competenze analoghe agli altri. Sopratutto se il posto di lavoro in questione prevede di dover interagire con i clienti, i manager sono reticenti nell’assumere persone con tatuaggi. Anche se il manager stesso ha un tatuaggio, se quello del candidato è molto visibile, le sue chance di assunzione diminuiscono. Soggetti come farfalle e fiori sono ritenuti più accettabili di altri, e le aziende con una clientela giovane tendono ad accettare i tatuaggi senza difficoltà, anzi. Alcune aziende invece inseriscono nella propria policy una menzione specifica all’argomento, mettendo in chiaro che i propri dipendenti non devono avere tatuaggi in parti del corpo visibili.

tatuaggi e lavoro in ufficioIn UK è legale non assumere una persona per via di un tatuaggio, a meno che questo non sia collegato a una fede religiosa e, in questo caso, è necessario dimostrarlo. In Giappone, dove i tattoo sono associati al crimine organizzato, il divieto di esporli è normale. Negli Stati Uniti, obbligare i dipendenti a coprire i propri tatuaggi non è considerata una violazione del Primo Emendamento, mentre in Nuova Zelanda, dove i tatuaggi sono una parte importante della cultura Maori, l’imposizione ai propri dipendenti di coprirli da parte della compagnia aerea di bandiera ha scatenato un dibattito di portata nazionale.

In Italia non esiste una normativa specifica a riguardo, le aziende possano però inserire nella loro policy riferimenti ad aspetto fisico e decoro, tuttavia se un dipendente venisse licenziato a causa di un tatuaggio è molto probabile che un giudice si pronunci a favore del reintegro. Gli unici che non possono assolutamente averne sono coloro che appartengono all’esercito o corpi di polizia, carabinieri e guardia di finanza.

A livello internazionale si discute oggi sulla possibilità che questo tipo di comportamento sul posto di lavoro sia considerato una forma di discriminazione. L’assunto che una persona tatuata sia più portati a comportamenti ribelli continua, secondo lo studio dell’Università di St Andrews, a rendere questi candidati meno appetibili di altri. Ma se una volta i tatuaggi erano appannaggio di un certo tipo di persone, guerrieri, marinari o galeotti, oggi sono diventati quasi un rito di passaggio.

tatuaggi e lavoro in ufficioNel Regno Unito una persona su cinque ha un tatuaggio, persino la moglie di Cameron ha un delfino sulla caviglia, negli Stati Uniti un adulto su cinque e due trentenni su cinque sono tatuati, in Italia un milione e mezzo di persone hanno almeno un tattoo.

Cosa fare allora? L’unica soluzione in molti casi è la rimozione, che anche in Italia riguarda più del 30% dei tatuati, il 40% dei quali dichiara di farlo per motivi di lavoro, sopratutto fra i giovani, che quando sono alla ricerca di un impiego si sentono spesso consigliare di nascondere il tatuaggio durante i colloqui.

Cosa ne pensate?  E’ giusto per chi ha un lavoro a contatto con il pubblico, ad esempio, nascondere un tatuaggio? Vi è capitato di non essere assunti per via di un tatuaggio?

Fonti esterne per approfondimenti
L‘articolo della BBC
L’articolo di The Economist
L’articolo di Corriere della Sera

 

About Elena

Elena
Appassionata di comunicazione da sempre, mi sono occupata di relazioni con la stampa per oltre 15 anni in diverse agenzie e poi in azienda. Dopo la nascita di mia figlia ho deciso di lavorare in modo diverso e oggi collaboro come consulente con diverse realtà, principalmente di piccole dimensioni, per aiutarle nella comunicazione soprattutto sui social network. Mi piace leggere, scrivere e cucinare. Mi appassionano la fotografia, Pinterest, lo scrapbooking e la stampa 3D.

One comment

  1. Hey, thanks for sharing so much helpful information with us.

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