Movie@Home: Interstellar

Oggi inauguriamo una nuova rubrica, dedicata alla recensioni di film già passati nelle sale ma non per questo non interessanti, anzi. Il primo film è Interstellar, di Christopher Nolan. La recensione di oggi è a cura di Federica, una nostra assidua lettrice.

 

Bello. Indubbiamente bello. Le immagini sono solo la punta dell’iceberg della bellezza di questo film. Non capisco come molti critici cinematografici considerino la seconda parte meno bella della prima.

images-4Non c’è niente di inventato, niente alieni, niente mondi abitati da “altri”. La storia si dipana su una ipotetica realtà che è comunque dettata dalle leggi della fisica che ci appartengono e che regolano le nostre vite; solo fino a un certo punto quindi, può essere considerato un film di fantascienza. La complessità delle leggi fisiche sono rese in modo semplice, intuibili (anche se non completamente comprensibili) da chi non è un fisico.

Per il resto è un film che di fantascientifico non ha proprio niente, anzi.

Al centro dell’universo ci sono l’uomo e i suoi sentimenti (nel bene e nel male); uomo che non si affida ad alcuna entità (o religione) se non alla propria ragione.

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Emergono tutte le necessità umane “basiche”: di amore (bello il rapporto nonno-nipoti, padre-figli, suocero-genero), di conoscenza, di libertà e di sopravvivenza.

Fiducia cieca nella capacità di PENSARE e studiare per risolvere fenomeni inspiegabili e problemi in apparenza insormontabili. Non credo sia un caso che sia stata scelta una libreria come strumento per poter dialogare tra diverse dimensioni spazio-temporali.

Fondamentale il momento di critica della manipolazione dell’informazione: un invito a cercare, leggere,
studiare in autonomia. Uno stimolo a coltivare la propria libertà intellettuale e morale, come nell’episodio nel quale gli insegnanti giudicano quale dovrebbe essere il percorso formativo del figlio a fini “utilitaristici” della società di quel tempo mentre la figlia viene “fatta sospendere” dal padre perchè si rifiuta di accettare le “teorie prevalenti” delle materie di insegnamento.

Altro protagonista fondamentale, il tempo. Passa, inesorabile: prima regola da imparare accettare… e si ritorna magicamente all’uomo e al ciclo della vita.

 

 

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Ciao, sono Federica e sono un medico e vivo tra Genova e il ponente ligure; mi piace molto leggere e prediligo soprattutto i romanzi. Adoro viaggiare… vicino, lontano, il più a lungo possibile. Sono appassionata di natura e animali. Ho molti interessi e il cinema è uno di questi ma in particolare  adoro  il Tango Argentino, che ballo da molti anni: una psicoterapia, oltre che una passione.

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