Mia madre, di Nanni Moretti

Schermata 2015-04-18 alle 08.28.41Film un po’ blando per i miei gusti, che diventa importante nella seconda parte. Nanni Moretti fa un film sugli ultimi giorni di sua madre, recentemente scomparsa e alla quale era notoriamente molto affezionato tanto che spesso nei film precedenti impersonava il personaggio di Michele Apicella, cognome della madre.

La parte iniziale non mi ha trasmesso emozioni, il che è tutto dire dato l’argomento. Ma purtroppo proprio l’argomento è talmente personale che è impossibile non fare un riferimento al proprio vissuto. Ed è per questo che io in questo film non mi sono ritrovata. Capisco che questa non può essere l’unica chiave di lettura per giudicare un film, ma l’argomento è troppo importante e inevitabilmente prende il sopravvento anche nella valutazione complessiva.
Molto apprezzabile Margherita Buy che non fa la solita parte della nevrotica. Anzi ha il ruolo di una donna decisamente forte dato che fa la regista che quindi ha sulle sue spalle il compito di dirigere tutta la troupe, ivi compreso il superficiale attore principale, un Turturro divertente e molto credibile. Ed è proprio il conflitto tra la durezza corazzata che deve avere sul lavoro e la difficile situazione personale che la indebolisce e devasta, che ho trovato essere la parte migliore del film.
Il film, dicevo, parte lento e un po’ slegato e decolla quando la Buy ha la prima scena di incazzatura nella scena di Turturro alla guida. Bravo anche Moretti per vari motivi: non fa il Moretti classico (alias Michele Apicella, che poi è il cognome della madre a cui era molto affezionato, nella realtà), lascia completamente la scena alla Buy. Ed è molto bravo come attore: misurato, tenero, un bravo figlio e fratello. Bravissima Giulia Lazzarini (chi la ricorda in Cosetta ne I Miserabili di Sandro Bolchi?).
Sensibile ed equilibrata la sceneggiatura e la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto quello della figlia della Buy e del suo rapporto con la nonna, professoressa di Latino.
Ovviamente un film da non perdere che però purtroppo non mi ha soddisfatto completamente, ma per mie paturnie personali lo ammetto. Sul difficile argomento mi era piaciuto molto di più l’americano La famiglia Savage con il grandissimo Philip Seymour Hoffman e la brava Laura Linney.
Lì il rapporto col padre quando erano tutti più giovani ritornava continuamente. Qui no e per me è una lacuna.

About Carla

Carla
Mooolto milanese, quindi fanatica del lavoro. Ma anche di cinema, animali, viaggi lontano, e recentemente anche di escursioni (facili). Ho sempre lavorato nell’ICT, prima con competenza tecnologica e poi nel marketing e comunicazione. Ho fatto la manager per tanti anni. E adesso basta, voglio divertirmi e questo BLOG è una delle mie nuove passioni che mi danno soddisfazione e piacere. Ah dimenticavo: vivo con mio figlio e tre gatti.

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