Liberty, Art Deco e il Quadrilatero del silenzio

Androne Palazzo Berri Meregalli-2

Stile Liberty – Vetrata androne pal. Berri Meregalli

Il Quadrilatero del Silenzio è quella zona di Milano, in zona Porta Venezia, chiamata così in contrapposizione al Quadrilatero della Moda. Il silenzio o la tranquillità effettivamente ci sono nelle vie interne (via  Cappuccini, via Vivaio, Via Mozart ecc.) ma non certo in Corso Venezia.

Nel quartiere si trovano alcuni dei più bei palazzi di Milano, che appartengono all’epoca dello stile Liberty  (come l’Art Nouveau viene chiamata in Italia), a cavallo tra 1800 e 1900, e dell’Art Deco, 1920-1940 circa. Mentre il Liberty si ispirava agli elementi della natura (fiori, sassi, alberi), l’Art Deco era passata ad un tipo di decorazione più sobria e geometrica. Tutte questi elementi sono presenti in modo molto evidente nei palazzi del Quadrilatero del Silenzio.

Si può iniziare l’esplorazione di questo quartiere bello, austero e signorile da Corso Venezia angolo via Salvini, dall’arco che si trova sotto il Palazzo costruito dall’ architetto milanese Piero Portaluppi, un Palazzo degli Anni ’20 in stile Art Deco. Il grande arco mette in collegamento il quartiere Excelsior (come veniva chiamata la zona intorno a piazza Duse) con Corso Venezia.

Pal Castiglioni confcommercio

Pal. Castiglioni

Girando a sinistra in Corso Venezia e sull’altro lato del viale (di fronte al  Palazzo Rocca Saporiti- 1912 chiaramente neoclassico con le grandi colonne) al civico 47 si trova Palazzo Castiglioni, un importante esempio dello stile Liberty, che ne riporta gli elementi caratteristici. Costruito dall’Architetto Sommaruga. Curiosità che non molti sanno: il palazzo era stato chiamato “cà di ciapp”  (tutti sappiamo cosa vuol dire) perché originariamente sulla facciata c’erano delle statue di donne che mostravano il lato B. Queste statue sono state rimosse e portate in Piazza Buonarroti. Andremo a vedere …

Proseguendo sempre sulla sinistra e girando nella via Cappuccini troviamo la Villa Invernizzi con i suoi giardini, il laghetto e i famosi

Palazzo Berri Meregalli

pal. Berri Meregalli

fenicotteri rosa. Un po’ più oltre, sulla destra,  si incontra uno stupendo esempio di architettura Liberty. E’ il Palazzo Berri  Meregalli, costruito dall’Architetto Arata tra il 1910 e il 1914. Sulla facciata possiamo vedere tutti gli elementi tipici del Liberty: teste fantastiche e mostruose, bugne grezze, mattoni, ferro battuto, mosaici.

Svoltando sulla destra in via Vivaio possiamo ammirare l’androne del palazzo Berri Meregalli che è di una bellezza incredibile. Al suo interno, e visibile dalla strada,  l’opera di Adolfo Wildt, la Vittoria Alata.

Androne Palazzo Berri Meregalli

Androne pal. Berri Meregalli

Proseguendo per via Vivaio si passa davanti alla casa dove visse l’artista Carlo Carrà. Nonostante il tenore di vita del maestro fosse molto umile, il suo appartamento era diventato un via vai di altri artisti del suo livello.
Vittoria Alata-A. Wildt

Vittoria Alata – A. Wildt

Proseguendo ancora sulla destra in Via Mozart incontriamo altri palazzi commissionati da Berri e Meregalli sempre all’Arch Arata.  Li riconosciamo per lo stile simile ai precedenti.  Curiosi sono i due mascheroni che portano le gronde.

 Di fronte si trova l’Istituto dei ciechi .
Sulla destra, in via  Serbelloni 10, troviamo il Palazzo di forme mastodontiche costruito da Aldo Andreani,  il cui elemento stupefacente è la scultura in bronzo di un … grande orecchio, anche questo opera di Adolfo Wildt, incastonata nel muro di fianco all’ingresso. L’Orecchio di Wildt serviva per comunicare con la portineria ed è quindi un antenato dei citofoni.

serbelloni 10, orecchio adolfo wildt

Orecchio A. Wildt

Ritornando indietro di qualche metro e svoltando in via Maffei e poi via Melegari, si incontrano altre tre palazzi di grande pregio, tutti costruiti da Aldo Andreani: Villa Rasini, Villa Zanoletti (interamente ricoperto di edera) e Palazzo Fidia.

palazzo fidia

Pal. Fidia

Quest’ultimo è sorprendente per la sua originalità, costituito di superfici arretrate, finestre dalle forme particolari, bow-window, cornici, dentellature. L’architettura è talmente eccezionale che la critica usa l’espressione “jazz architettonico”. Nel 1950 il palazzo è stato utilizzato da Michelangelo Antonioni per il suo primo lungometraggio Cronaca di un amore con Lucia Bosè e Massimo Girotti.

La visita del quartiere si conclude in grande bellezza alla Villa Necchi Campiglio (Sede del FAI) costruita da Piero Portaluppi, raffinata casa degli Anni Trenta con un delizioso giardino e una piscina che evoca pace e tranquillità, uno dei pochi esempi di piscine costruite sul davanti della Villa.
villa Necchi Campiglio

Villa Necchi Campiglio

villa Necchi piscina davanti

Villa Necchi Campiglio – Giardino e piscina

About Carla

Carla
Mooolto milanese, quindi fanatica del lavoro. Ma anche di cinema, animali, viaggi lontano, e recentemente anche di escursioni (facili). Ho sempre lavorato nell’ICT, prima con competenza tecnologica e poi nel marketing e comunicazione. Ho fatto la manager per tanti anni. E adesso basta, voglio divertirmi e questo BLOG è una delle mie nuove passioni che mi danno soddisfazione e piacere. Ah dimenticavo: vivo con mio figlio e tre gatti.

2 comments

  1. Angelo Metallo

    Brava Carla e Grazie!

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