Le frasi tipo del cattivo manager, e come eliminarlo dalla nostra vita

Schermata 2014-10-29 alle 15.43.33Dopo aver parlato degli errori che può fare il cattivo dipendente, parliamo ora del cattivo manager e per questo ci ispiriamo ad un articolo di Alan Hall, imprenditore statunitense, collaboratore della rivista Forbes, che si è concentrato sull’altra faccia della medaglia: quella appunto del cattivo leader.
Hall nota che la popolazione dei cattivi capi, insensibili e dittatoriali, pare essere tristemente in crescita. Ma quali sono i cattivi capi? Anche se tutti sappiamo di cosa stiamo parlando, vale la pena di definirli subito con qualche frase tipica di queste persone.
Come sempre tra la visione americana e quella italiana c’è qualche differenza, soprattutto nella possibilità di fronteggiare il problema. Certo da loro basta dire “cambia lavoro o area aziendale”, ma in Italia non è poi tanto facile non è vero?

Comunque consoliamoci, se un cattivo capo fa vivere una vita difficile al proprio dipendente, le persone che dicono le frasi che seguono non faranno mai carriera perché sono scadenti come leader e cattivi motivatori, il che è una pecca enorme per un buon manager e alle aziende non piacciono.

Frasi del cattivo manager:

– “Ti paghiamo, quindi devi fare quel che dico”. Terribile, non si commenta nemmeno. Uno che dice così manca totalmente di autorevolezza.
– “Sei molto fortunato a ricevere questo bonus. Altre aziende ai loro dipendenti offrono al limite un tacchino congelato (espressione americana)”. Pessimo motivatore e pure stupido perché non sa trarre vantaggio dal premio che viene dato al dipendente.
– “Ero qua ieri sera, e anche sabato mattina. Tu dov’eri?”. Il concetto forse non è sbagliato, ma chiaramente non è motivante. Il dipendente è chiaramente remunerato molto meno del capo quindi o si sente coinvolto con senso di responsabilità, oppure alla sera fa giustamente qualcos’altro.Schermata 2014-10-29 alle 12.05.12
“Dobbiamo tagliare i costi”. Su questo non sono tanto d’accordo con Hall, perché secondo me questa frase si può dire, certo va inserita in un contesto e non può piovere sulla testa dei dipendenti e soprattutto non deve penalizzare solo loro.
– “Non voglio sentire le tue lamentele”. Frase odiosa. Anche se è vero che personalmente detesto la gente che si lamenta, ogni tanto ci sta. Se il lavoratore ha qualche grosso problema che lo fa stare male è giustissimo che ne parli col capo. Ci mancherebbe! E’ compito del capo ascoltare e arrivare ad una soluzione, parlandone apertamente. Sbagliato dire “Non devi portarmi problemi ma soluzioni!” perché non sempre il dipendente è in grado da solo.
– “Abbiamo sempre fatto così”. Tipica frase di un ambiente vecchio. E chiuso. Orribile.

E adesso valutiamo le 5 soluzioni proposte da Hall per sfuggire il cattivo manager:
– sorridere e far finta di niente.  Sì vabbè, ma triste. Frustrazione e insoddisfazione assicurate.
– cercare un’altra posizione all’interno della stessa azienda.  Buona idea ma va fatta con molto tatto perché il dirigente abbandonato potrebbe mettere i bastoni tra le ruote. E poi c’è il problema che nelle piccole aziende non è facile.
– parlare apertamente al boss.  Secondo Hall “Ne vale la pena ma comporta dei rischi”. Bè secondo me in Italia è molto difficile perché non abbiamo la cultura del feed back. Valutate se è possibile, anche dal tipo di azienda. Se propendete per il sì: preparatevi molto bene, siate calmi e chiari, scegliete un momento tranquillo, siate propositivi.  
– trovare lavoro presso un’altra impresa.  Bè in Italia non è proprio a disposizione di tutti no? E poi naturalmente bisogna cercare di non cadere dalla padella nella brace.
– mettersi in proprio.  Soluzione sempre più valutata da tante persone. Studiare il mondo delle startup, sicuramente eccitante, ma ci vuole molta competenza. Comunque una soluzione che se funziona può dare tantissima soddisfazione e farci stare molto meglio.  
E voi cosa ne pensate?
 

About Carla

Carla
Mooolto milanese, quindi fanatica del lavoro. Ma anche di cinema, animali, viaggi lontano, e recentemente anche di escursioni (facili). Ho sempre lavorato nell’ICT, prima con competenza tecnologica e poi nel marketing e comunicazione. Ho fatto la manager per tanti anni. E adesso basta, voglio divertirmi e questo BLOG è una delle mie nuove passioni che mi danno soddisfazione e piacere. Ah dimenticavo: vivo con mio figlio e tre gatti.

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