Banane a rischio estinzione: quando si trascura la biodiversità

banana estinzioneIn occasione di Expo 2015 torna alla ribalta il tema della biodiversità in agricoltura per proteggere le coltivazioni. In particolare, nel caso della banana, il metodo di coltivazione per talea produce piante con differenze genetiche limitatissime e quindi tutte vulnerabili alle stesse malattie.

Lo scorso anno, The Economist scriveva, senza mezzi termini, che le banane come noi oggi le conosciamo sono destinate a estinguersi. La causa? Due funghi che minacciano di ridurre drasticamente la produzione di banane nelle piantagioni.

Una situazione simile si era già creata con la varietà Gros Michel, che negli anni ’60 si è praticamente estinta. L’attuale qualità, chiamata Cavendish, è stata creata dai coltivatori come conseguenza della malattia che si diffuse in tutto il centro e sud America.

Confrontata con la Gros Michel, la Cavendish è, però, meno saporita e più piccola e pone delle difficoltà di trasporto. Questa nuova qualità, infatti, deve essere spostata in container refrigerati, ogni casco confezionato separatamente per evitare danneggiamenti a causa degli urti. Tuttavia, oggi, il 95% delle banane esportate è Cavendish.

la malattia delle bananeLa diffusione delle banane nell’attuale società è enorme: nel 2012 ne sono state esportate 16,5 milioni di tonnellate, il commercio della banana è quello che produce più denaro al mondo. Nel Nord America, le banane sono consumate più di mele e arance messe insieme. Insomma, il business delle banane, al contrario delle piantagioni sembra godere di ottima salute. Ma la crisi incombe e la fusione fra Chiquita e Fyffes, che ha dato vita al più grande distributore di questo frutto, è per molti collegata alla riduzione dei margini sul commercio dovuto ai costi della ricerca di una soluzione per la malattia che sta attaccando le piantagioni.

La diffusione delle banane risale agli anni ’70 del diciannovesimo secolo, quando era una dolce e insolita curiosità proveniente da paesi lontani, accessibile solo ai più benestanti. Ma già negli anni ’50 la banana ha raggiunto un pubblico molto più ampio grazie ai miglioramento nelle coltivazioni e allo sviluppo del commercio marittimo.

La malattia che ha colpito la Gros Michel, chiamata la malattia di Panama, ha portato il mercato quasi al collasso. E molti temo che questa situazione si possa creare di nuovo.

Due sono i funghi che stanno colpendo le piantagioni:

Il primo è il Black Saratoga che fa annerire le foglie inibendo la fotosintesi e che si sta dimostrando resistenti ai funghicidi usati attualmente. Questi riescono a limitarne il proliferare ma con un incremento importante della frequenza e delle dosi utilizzate. I coltivatori sono quindi gravati dal costo di un trattamento che potrebbe comunque, nel lungo periodo, rivelarsi inefficace nel fermare la diffusione dell’epidemia.
Il secondo è chiamato Tropical Race 4 (TR4) ed è una variante della malattia di Panama che colpì la Gros Michel. Al momento le piantagioni colpite sono limitate e lontane dalle aree di maggiore produzione, localizzate in Sud America e in America Centrale, ma gli esperti temono che possa facilmente diffondersi anche in queste aree responsabili dei 4/5 della produzione mondiale.
La più recente richiesta di supporto da parte di esperti internazionali per combattere la diffusione del Tropical Race 4 (TR4) è arrivata all’inizio di aprile di quest’anno da parte dell’Australia, mentre alla fine di marzo era giunta la notizia di altre piantagioni colpite in Pakistan e Libano.

diffusione tropical race 4 malattia delle banane

Fonte: www.panamadisease.org/map/

Anche la FAO ha lanciato un appello ai paesi membri perché vengano intensificati gli sforzi per far fronte alla diffusione della TR4. Ma nell’articolo di The Economist viene riportata l’opinione di un ricercatore che si dichiara certo si tratti solo di una questione di tempo.

La sfida ora è trovare una nuova qualità che sia resistente a queste malattie, di gusto gradevole per i consumatori e facilmente distribuibile sul mercato. Diversi centri di ricerca nel mondo stanno lavorando per creare il frutto del futuro, sperando di non ripetere l’errore di trascurare l’importanza della biodiversità.

Fonti esterne per approfondimenti
L’articolo di The Economist
L’articolo di Repubblica
Il sito dedicato al monitoraggio della malattia di Panama (http://panamadisease.org/map)
L’articolo sul canale RAI dedicato a EXPO Milano 2015

La pagina dedicata alle banane nel sito della FAO
L’account Twitter del World Banana Forum (FAO)

About Elena

Elena
Appassionata di comunicazione da sempre, mi sono occupata di relazioni con la stampa per oltre 15 anni in diverse agenzie e poi in azienda. Dopo la nascita di mia figlia ho deciso di lavorare in modo diverso e oggi collaboro come consulente con diverse realtà, principalmente di piccole dimensioni, per aiutarle nella comunicazione soprattutto sui social network. Mi piace leggere, scrivere e cucinare. Mi appassionano la fotografia, Pinterest, lo scrapbooking e la stampa 3D.

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