L’ Export Manager e il rimmel

fotoIn questa ventata di internazionalizzazione molti middle manager con una buona conoscenza della lingua inglese si ritrovano in poco tempo la scritta Export sulla propria business card.

Il titolare, il capo, il boss e qualsiasi persona che sta sopra di te si sente più tranquillo se ha un Export Manager al suo fianco. Quindi dal rischio multa per parcheggio border line il poveretto deve confrontarsi con il rischio Paese. Infatti arriva un giorno, di solito quando entra qualche bonifico e ci sono un po’ di soldini in cassa, che l’Export Manager deve andare verso Paesi emergenti, in crescita, in via di sviluppo, dove allacciare rapporti di affari.

L’ingenuo travet in genere pensa che un buon inglese, qualche presentazione e un po’ di biglietti da visita possano essere un sales-kit adeguato.
Errore…..! Atteggiamenti, colori, modi di dire, modi di fare e parole, gesti usati impropriamente possono farti trovare in situazioni non previste. Ecco quindi che il buon Export Manager, padre di famiglia e sposo fedele, milanese operoso e legato da sempre alla sua schiscetta, si ritrova sotto un gazebo, mezzo nudo, tutto unto di olio ayurvedico, con il suo compagno medio-orientale proprietario di una catena di stazioni di rifornimento carburante, innamoratissimo di lui.
Il business va bene. Il suo titolare è contento e gli ordini arrivano puntuali. Il problema è che l’Export Manager per non mettere in crisi il business ha dovuto cedere alle avances del ricco cliente dalle larghe vedute. Vedute ampliate da alcuni messaggi involontari lanciati da Mr. Export. Una cravatta di un colore che vuol dire “sono tuo”, una camicia dal colore che vuol dire “prendimi”, una mano passata sul braccio per scacciare un insetto ma che in quel Paese significa “per sempre insieme”…..
E così ogni 2 settimane deve andare lì a gestire il cliente. A Malpensa lo accompagna la moglie la domenica pomeriggio.
“Amore, ma ogni volta che vai lì devi fare sempre questa faccina? Ma dai è lavoro. Poi il Brambilla, il tuo capo, è contento, vero? Dai ciccetto….tra una settimana sei qui, non sei contento?”
L’Export Manager, con grande dignità, consapevole della enorme responsabilità che grava su di lui, tira fuori un libretto Usi e consuetudini dei Paesi in via di sviluppo…. “Ciao Amore mi son portato qualcosa da leggere in volo…” e una lacrima gli scende piano sulla guancia portandosi dietro un po’ di rimmel della precedente missione.

 

Marco

Questo post è un gentile contributo di Marco, inviato speciale di from9to9 da Bari. Anche lui con encomiabile carriera da impiegato.

About Carla

Carla
Mooolto milanese, quindi fanatica del lavoro. Ma anche di cinema, animali, viaggi lontano, e recentemente anche di escursioni (facili). Ho sempre lavorato nell’ICT, prima con competenza tecnologica e poi nel marketing e comunicazione. Ho fatto la manager per tanti anni. E adesso basta, voglio divertirmi e questo BLOG è una delle mie nuove passioni che mi danno soddisfazione e piacere. Ah dimenticavo: vivo con mio figlio e tre gatti.

4 comments

  1. Grande Marco! Bellissima storia … fortunatamente non ho mai avuto esperienze come export manager … 😉

  2. Interessante, utilissimo e divertente l’articolo di Marco :-).
    Sempre utile conoscere modi, usi e costumi locali, sia che viaggi per lavoro sia che viaggi per piacere e poi come dice l’anonimo: Mai dire mai :-)!
    Ciao!

  3. Carla

    D’accordissimo 🙂

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