Il pet in ufficio per stare meglio?

Cane1Secondo uno studio della Virginia Commonwealth University, il cane in ufficio può portare effetti positivi in quanto riduce lo stress e rende l’attività più soddisfacente, anche per gli altri dipendenti. Tanto che in poco tempo il pet, amico personale di uno dei lavoratori, si trasforma nel ‘cane dell’ufficio’.
A questa conclusione i ricercatori sono approdati confrontando i dipendenti che portano i loro cani al lavoro, e i loro colleghi senza animali, in diversi campi: stress, soddisfazione sul lavoro, impegno e supporto sul fronte organizzativo.
E la conclusione è che i dipendenti nel complesso hanno mostrato una soddisfazione sul lavoro superiore alla norma.
Lo studio, neanche a dirlo, si è svolto in America in un’azienda ‘dog-friendly’, la Replacements di stoviglie per la tavola.cane6
Nella sede sono circa 20 o 30 i cani che ‘timbrano il cartellino’ ogni giorno. Lo studio si è svolto in azienda durante una settimana lavorativa, in cui i dipendenti si sono fatti prelevare campioni di saliva, che indicano il livello dello stress, e compilavano alcuni questionari durante il giorno, richiamati da un cercapersone. L’analisi ha riguardato tre gruppi di lavoratori: quelli che portavano il cane in ufficio, quelli che  lo lasciavano a casa e i non proprietari di pet. Ebbene nel corso della giornata lo stress rilevato risultava diminuito per i dipendenti con cani al seguito e aumentato per i non proprietari di animali e per chi aveva lasciato il pet a casa. Il team ha anche osservato che lo stress aumentava in maniera significativa quando i lavoratori lasciavano a casa i loro cani, rispetto ai giorni in cui erano presenti. Durante l’esperimento, i ricercatori hanno anche notato che gli impiegati senza pet cercavano i colleghi con il cane e si interfacciavano con l’animale durante la pausa.

cane7Sembrerebbe quindi che la presenza di un cane rappresenti un efficace incentivo low cost che le aziende possono adottare per tenere alto il morale dei dipendenti, la loro soddisfazione e favorire il lavoro di squadra. Fantastico dunque.
Mi chiedo, però, quanto questa soluzione sia semplice da adottare, per lo meno in Italia. Credo ci siano non pochi problemi organizzativi e sanitari da risolvere. Inoltre è chiaro che si devono imporre delle regole, ad esempio sulla dimensione dei cani, sulla loro aggressività, oppure la tendenza a combinare guai e via di seguito. In sostanza possiamo immaginare i nostri colleghi delle Direzione del Personale che fanno il test di ingresso ai cani dei dipendenti?

Sì forse la mia è solo una posizione di parte perché, lo confesso, io sono una gattara e in questo studio si parla di pet ma è chiaro che si intende ‘dog’. In effetti io stessa penso che i gatti non potrebbero mai essere portati nei nostri uffici.cane4 Tutti quelli che hanno un gatto (o più gatti come la sottoscritta) sanno che costoro amano farti compagnia quando sei al computer, sono esseri mansueti e serafici che dormono per ore e ore sulla scrivania. Ma questo succede a casa. Trasportati altrove, messi in presenza di un nuovo ambiente, nuove persone e nuovi animali … succederebbe un putiferio. Soluzione quindi totalmente inapplicabile.

Questa di essere aziende  ‘dog-friendly’ pare essere una tendenza americana che si sta affermando da tempo, loro in effetti sono molto molto avanti nella attenzione verso il pet.  E quello che succede lì sembra essere molto più positivo della mia visione un po’ troppo italiana.
Nel 2008 un sondaggio della American Pet Products Association ha rilevato che il 17 per cento delle aziende statunitensi ha permesso ai dipendenti di portare i loro animali domestici in ufficio. Autodesk, Google e Amazon sono tutti famosi per consentire gli animali domestici al lavoro (anche se Google dichiara “no ai gatti”). E Zynga ha un cane che corre nei suoi uffici.

About Carla

Carla
Mooolto milanese, quindi fanatica del lavoro. Ma anche di cinema, animali, viaggi lontano, e recentemente anche di escursioni (facili). Ho sempre lavorato nell’ICT, prima con competenza tecnologica e poi nel marketing e comunicazione. Ho fatto la manager per tanti anni. E adesso basta, voglio divertirmi e questo BLOG è una delle mie nuove passioni che mi danno soddisfazione e piacere. Ah dimenticavo: vivo con mio figlio e tre gatti.

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