Il Metodo Sticazzi applicato all’ufficio

Ormai è divenuto di uso comune l’utilizzo dell’espressione “sticazzi” quando si vuole far capire con chiarezza che non ci importa nulla di una cosa (anche se l’espressione ha accezioni regionali differenti. Infatti a Roma è usata proprio nel suo significato originale “non me ne importa” mentre al Nord con l’espressione sticazzi si intende sottolineare enfaticamente un avvenimento, un’affermazione dell’interlocutore, una scena a cui si assiste).

Considerazioni filologiche e storiche a parte, è possibile affermare che esiste una vera e propria filosofia sticazzista, un metodo che è utilissimo per allegerirsi la vita. Esso consiste nel non prendersi troppo sul serio, e semplifica operazioni razionali o emotive che comportano spesso inutili sofferenze all’individuo che se ne fa carico. Come ad esempio le nevrosi urbane, la ricerca del parcheggio, la fila all’Esselunga e via dicendo. E poi, soprattutto, la vita di ufficio.

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Come ben sappiamo la vita d’ufficio è il luogo principe dove nascono le nevrosi. Rivalità, antipatie, e chi più ce ne ha ce ne metta. Ora, se prendessimo tutto quello che ci accade sul serio, non ne usciremmo vivi. Ecco quindi che il metodo sticazzi entra in azione.

 

Ecco come applicare il metodo sticazzi in alcune situazioni tipiche di ufficio:

 

 

– Il tuo collega di fianco ti sbircia continuamente lo schermo e tu non puoi fare gli affaracci tuoi? Esticazzi, continua tranquillamente a navigare su facebook, anzi coinvolgilo con un sorriso sticazzista.

 

– Il tuo capo ti chiama in ufficio alle 18:30 e ti chiede un report urgentissimo per la mattina dopo alle nove? Estirigrandicazzi, certo, nessun problema. Però domani mattina alle nove esticazzi che avrà il suo report, tu hai avuto un grave lutto in famiglia e ti devi assentare per stiricazzi giorni tre.

 

– ti avevano promesso un ruolo di responsabilità nella nuova organizzazione e poi alla presentazione dell’organigramma il tuo nome è sempre al solito posto? Estigrandissimicazzi, molto meglio così, lascia le rogne agli altri e tu fatti gli sticazzi tuoi.

 

– Ti convoca il capo del personale per comunicazioni importanti? Non stare in ansia, esticazzati alla grande e preparati alla battaglia: seguendo Macchiavelli secondo il quale il fine giustifica i mezzi, esticazzi che è amorale accusarlo  ingiustamente di violenza sessuale durante il vostro incontro; per evitare uno scandalo e carriera il simpaticone arrivista ti concerà qualsiasi cosa tu gli chiederai.

 

– il collega stakanov: ci sono i nemici del metodo sticazzi in voi e nemici del metodo sticazzi intorno a voi. Tutto intorno a voi si affollano persone che ostacolano la vostra strada verso lo sticazzismo assoluto. Il collega che vi ha fatto la battuta sulla cravatta, ad esempio, ha un difetto molto grave: è uno stakanovista innamorato dell’azienda. Rinuncia alla pausa pranzo, è il primo ad arrivare e l’ultimo ad uscire. Non si concede nemmeno una telefonata  privata e non si è aperto il profilo su facebook per non essere indotto in tentazione. Accanto a lui sembrerete sempre dei lavativi. Ma non angustiatevi  e soprattutto non mettetevi mai in competizione con lui, sareste condannati alla sconfitta e in caso di vittoria perdereste comunque, perchè vi trovereste a lavorare il doppio senza che nessuno ve l’abbia chiesto.Applicate quindi il metodo sticazzi: è in arrivo un cliente insopportabile? Sticazzi, ci pensa Stakanov. Nel prossimo mese dovrete fare gli straordinari? Sticazzi, Stakanov si farà anche i miei. Chi sarà in ufficio il 24 e il 31 dicembre? Ma Stakanov, è ovvio. Questo ci insegna che in certi casi chi è apparentemente un nemico del metodo sticazzi, in realtà può diventare il suo migliore alleato.

 

– Non conti un fico secco in azienda e l’amministratore delegato dice che sei un suo amico? Estiripirisupersticazzi, indossa le mutande di ghisa perchè evidentemente ci sono paduli svolazzanti che cercano un caldo accomodamento. Il metodo esticazzi in questo caso non è applicabile.

 

Per maggiori approfondimenti consiglio la lettura de “Il Metodo Sticazzi”, di Carla Ferguson Barberini (pseudonimo di alcuni autori), edito da AlbertiFreestyle.

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About Paolo

Paolo
Sono milanese d'adozione, infatti alcune caratteristiche mi differenziano dai Milanesi DOC: ad esempio odio la nebbia e amo il vento. Però si, Milano mi ha sempre affascinato fin da quanto mio papà da piccolo mi portava alla Fiera Campionaria. Quel giorno era una gran festa, ed in particolare ricordo ancora il sapore dei tramezzini dell'autogrill di Dorno, quello grande, il più grande. Amo la musica, il cinema, leggere e molte altre cose ancora, ad esempio suonare la batteria.

4 comments

  1. Bellissimo articolo… vero e soprattutto molto da fuckingFRIDAY!
    sticazzisemipiace! 🙂

    • Paolo

      Ciao Anto!
      Molto piacere di averti tra i nostri lettori.. Si il metodo EStiCazzi è un ottimo metodo per sdrammatizzare e non prendersi troppo sul serio.. Dunque Esticazzi se serve!!
      Paolo

  2. Il Grande Capo Estiquaatsi approverebbe di sicuro il metodo !
    Oggi, che sono diventato piu “bbbuono” e comprensivo, mi ci ritrovo anch’io.
    Certo che quando ho fatto io il grande capo…beh…se qualcuno avesse utilizzato con me il metodo “sticazzi” avrebbe ricevuto, come ricompensa, quintalate di cazzi amarissimi…ma proprio amari, amari…
    😉

    • Paolo

      Ciao Enrico! Ahahahah si anche io ho qualche dubbio che lo sticazzista con te avrebbe avuto vita difficile ;))
      Anyway, l’articolo e l’argomento è scherzoso e ironico ma nasconde un messaggio tanto semplice quanto importante, ovvero quello di non prendersi mai troppo sul serio.. E coloro che ci riescono (pochi) vivono meglio.
      Ciao!
      Paolo

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