Il conflitto patologico

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Vi sono due grandi scuole di pensiero a riguardo del conflitto nelle organizzazioni: alcuni lo vedono in modo positivo, come qualcosa da utilizzare o addirittura da favorire, una sorta di risorsa per le organizzazioni; altre lo considerano un fenomeno da evitare, se già in corso rimuovere, o almeno da ridurre ai minimi termini.

Queste due filosofie e scuole sul conflitto hanno i loro sostenitori, sia in termini di teorie che di metodi.

Qui affronteremo la questione da un punto di vista differente, partendo dall’assunzione che vi siano conflitti sani e conflitti patologici. Ed è su questi ultimi che ci focalizzeremo, anche perché è più facile una definizione di conflitto patologico che uno sano.

Quello che diciamo del conflitto sano e che non abbisogna di un particolare intervento, se non in termini di attenzioni per renderlo il più possibile funzionale. Pensiamo ad esempio alla competizione, e quando assume una natura sana può portare a prodotti più innovativi, vantaggi per chi li usa, maggiore vigore per le organizzazioni che forniscono.

Esiste però anche una competizione patologica, che può produrre danni rilevanti.

Esistono delle tecniche per diagnosticare se un conflitto è patologico, o il suo livello di patologia, e individuare comportamenti, interventi organizzativi, modi di pensare che possano risolverlo.

Per la diagnosi del conflitto patologico possiamo individuare sette indizi fondamentali.
Alcuni di questi indizi, che permettono in modo abbastanza oggettivo e socializzati le una diagnosi del conflitto patologico, sono segni, cioè sono osservabili da parte di un osservatore attento.
Col crescere delle situazioni di diagnosi questi tre fattori si rafforzano parallelamente. Alcuni indizi sono invece sintomi, non possono essere dedotti almeno con sufficiente sicurezza dall’osservazione, perché riguardano il vissuto di chi il conflitto lo sta vivendo.

Primo indizio: il doppio livello

Parliamo di un livello Sociale e di un Livello Psicologico.

Il doppio livello è un segno, una condizione necessaria ma non sufficiente per l’esistenza di un conflitto patologico.

Un doppio livello è una forma di comunicazione che implica due messaggi simultanei. Il primo ad un livello chiamato sociale, significando con ciò che tutti coloro che sono presenti. Il contesto sociale in diretto contatto, riceve ed interpreta in un modo univoco questo livello.
Il secondo livello, simultaneo al precedente, è chiamato il livello psicologico. Questo livello è meno evidente di quello sociale, anche perché quello sociale è talmente intenso, “luminoso”, da oscurarlo. Inoltre, per essere percepito correttamente, il livello psicologico abbisogna della disponibilità di informazioni precedenti all’evento, pur in forma frammentaria intuitiva, e la previsione per quanto incerta dello sviluppo degli eventi successivi.
Il livello psicologico si presta a interpretazioni differenti, non ha un’oggettività del livello sociale, e in quanto tale può essere facilmente negato. Il fatto centrale è che il significato reale dell’intera transazione costituita dai due livelli giace sul livello psicologico.
Si pensi ad esempio ad una situazione in ufficio nel quale ci sia un conflitto psicologico tra i capi di due diverse business units: tale conflitto può essere formalmente dovuto ad un motivo oggettivo legato ad esempio alla scarsità di risorse per raggiungere determinati obbiettivi (conflitto sociale, riconosciuto e formale) ma anche fortemente condizionato da un conflitto a livello psicologico dovuto a fatti e/o situazioni afferenti alla sfera personale dei due soggetti (antipatie personali, ruggini passate, situazioni non chiarite).

Secondo indizio: l’incongruenza

Questo indizio è una sorta di marker, di “spia” che indica il momento di avvio di un conflitto patologico. È un indizio temporaneo, a volte a durata molto breve, e scompare, potrebbe riapparire, ma non essere più notato o non ripresentarsi completamente. È un segno, e come tale è facilmente recuperabile attraverso il dialogo ci si può restaurare con chi probabilmente era presente alla sua prima apparizione, grazie alla sua narrazione degli eventi.
Possiamo definire l’incongruenza come la presenza simultanea o in sequenza collegata i messaggi che si contraddicono l’uno con l’altro.
Una tipica incongruenza e la contraddizione fra il linguaggio del corpo il linguaggio verbale: un lavoro importantissimo, dichiarato ufficialmente tale, di cui in poi nessuno successivamente chiederà conto, è una classica incongruenza.
Anche il mostrare soddisfazione per il permanere di eventi negativi o insoddisfazione quando vengono risolti è una forma ricorrente di incongruenza nelle organizzazioni.

Nei prossimo post parleremo degli altri indizi del conflitto patologico, che sono :

– la ripetizione;
– il triangolo;
– i complici;
– l’audience;
– la fine del conflitto.

About Paolo

Paolo
Sono milanese d'adozione, infatti alcune caratteristiche mi differenziano dai Milanesi DOC: ad esempio odio la nebbia e amo il vento. Però si, Milano mi ha sempre affascinato fin da quanto mio papà da piccolo mi portava alla Fiera Campionaria. Quel giorno era una gran festa, ed in particolare ricordo ancora il sapore dei tramezzini dell'autogrill di Dorno, quello grande, il più grande. Amo la musica, il cinema, leggere e molte altre cose ancora, ad esempio suonare la batteria.

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