I peggiori errori nei CV, a detta del Capo del Personale mondiale di Google

Schermata 2015-12-30 alle 19.01.30Ho trovato molto interessante quello che Laslo Bock, niente-pò-pò-di-meno-che il Capo del Personale della Google a livello mondo, ha da raccontarci sui peggiori errori da lui riscontrati sulle migliaia di CV da lui letti durante la sua brillante carriera. E anche qualche valido suggerimento su come evitarli.

Scrivere un buon CV è molto importante, perché in un mercato del lavoro altamente competitivo basta un piccolo errore e qualsiasi manager scarterà subito quel candidato, magari interessante.
Errore 1: errori di testo. O anche semplici imperfezioni quali date o parole disallineate. Questi errori sono micidiali, perché chi vi valuta li interpreterà come una mancanza di attenzione ai dettagli e quindi alla qualità. IN sostanza mancanza di professionalità.
Consiglio, leggete il vostro curriculum dal basso in altro, questo vi farà concentrare sulle parole e non sul significato. Oppure fatevelo leggere da qualcun altro, particolarmente preciso.
Errore 2: la lunghezza. Un curriculum troppo lungo non riscuoterà mai l’attenzione necessaria. Quindi verrà letto un po’ superficialmente. Al contrario un curriculum sintetico dimostrerà che avete capacità di sintesi e, soprattutto, capacità di definire le priorità. Una grande dote. Pensate a questo: l’unico obiettivo del CV è di farvi ottenere il colloquio e NON di farvi dire di sì (quello è l’obiettivo del colloquio) oppure di raccontare la storia della vostra vita. Voi dovete mirare solo al colloquio. Una volta che siete davanti all’intervistatore il vostro CV non avrà più nessuna importanza.
Consiglio: il vostro CV è senz’altro troppo lungo, riducetelo.
Errore 3: virtuosismi grafici. A meno che non ci si stia proponendo per un lavoro da designer o artista, il vostro obiettivo dev’essere semplicemente di creare un CV pulito e leggibile. Un font semplice e “normale”. Almeno un margine di mezzo pollice. Foglio bianco, inchiostro nero. Spaziatura coerente tra le righe, colonne allineate, il vostro nome e le informazioni di contatto su ogni pagina. Se è possibile, allegarlo a una e-mail e magari aprirlo in preview. Anche allegarlo come PDF può essere una buona idea.
Errore 4: informazioni confidenziali. Soprattutto se si è nel campo della consulenza, spesso le aziende hanno delle rigide policy che non permettono di citare i propri clienti. Se quindi nel CV vengono citati i nomi di grandi aziende (anche magari con giri di parole) presso le quali avete prestato consulenza, questo non fa una buona impressione in chi vi valuta, perché vi reputa subito una persona poco affidabile. C’è indubbiamente un conflitto tra le policy di confidenzialità richieste da certe aziende e la vostra necessità di dimostrarvi splendidi, avendo gestito grandi clienti. E questo va gestito con molta saggezza e discrezione.

Errore 5: bugie. Non ne vale veramente mai la pena. La gente mente sulla propria laurea, su quanto tempo è stata in una certa azienda, su quanto grandi erano i loro team, sui loro risultati di vendita. Sempre a loro favore ovviamente. Il problema è che le vostre bugie verranno scoperte facilmente, o attraverso informazioni in rete, oppure attraverso persone che vi conoscono. Direttamente o indirettamente.
Inoltre se farete carriera e arriverete in una posizione molto in alto e la vostra dichiarazione falsa verrà scoperta, potrete essere licenziati. In America naturalmente, oppure in una multinazionale.
In un’azienda italiana non so. 🙂

About Carla

Carla
Mooolto milanese, quindi fanatica del lavoro. Ma anche di cinema, animali, viaggi lontano, e recentemente anche di escursioni (facili). Ho sempre lavorato nell’ICT, prima con competenza tecnologica e poi nel marketing e comunicazione. Ho fatto la manager per tanti anni. E adesso basta, voglio divertirmi e questo BLOG è una delle mie nuove passioni che mi danno soddisfazione e piacere. Ah dimenticavo: vivo con mio figlio e tre gatti.

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