I Nuovi Imprenditori: SaluteCard

Intervista a Marcello Granatelli, Co-Fondatore e General Manager di Salute Card

Incontriamo Marcello Granatelli, milanese di origini siciliane, 60 anni, professione startupper. Sposato con 1 figlia adottiva lituana. Marcello è il classico esempio di manager con molta esperienza alle spalle che decide di rimettersi in gioco con una nuova startup, anche se in realtà Marcello è da sempre un “imprenditore di se stesso” (ad esempio è l’Owner di IMIL, Il Mercato Italiano del Lavoro, uno dei gruppi di Linkedin più numerosi d’Italia con oltre 80.000 iscritti). Inizia la sua storia professionale nel mondo della progettazione e sviluppo software nel lontano 1978, nel 1984 fonda a Palermo il “Byte Inn Computer Club”, e da qui l’appellativo di “americano” per l’innovazione e le anticipazioni nel mercato IT. Dalla Sicilia si sposta nel Veneto e da qui inizia la sua introduzione nel mondo bancario nazionale nel mondo dei sistemi di pagamento.

MarcelloNel 1998 abbandona l’area assegni che tanto ha dato in termini di esperienza e soddisfazione per iniziare l’avventura di professional a tutto campo.

Alla base di SaluteCard c’è un’idea di business decisamente interessante, che ci facciamo raccontare direttamente da lui.

Marcello, qual è stata l’idea alla base che ha portato alla nascita di Salute Card?

Alla base di SaluteCard c’è la voglia di affrontare un tema sociale delicato come quello della salute con un’ottica decisamente innovativa dal punto di vista della proposizione del servizio e del posizionamento generale rispetto al mercato di riferimento. Se non hai dalla tua parte un buon supporto da parte della Sanità nazionale devi organizzarti di conseguenza. In questo mercato ci sono molti competitor che sono prevalentemente assicurazioni, organizzazioni che offrono scontistica di varia natura verso strutture convenzionate, o le classiche raccolte punti che dal mio punto di vista lasciano il tempo che trovano. Noi non siamo nulla di tutto questo: siamo un servizio sanitario integrato post-emergenza, che tradotto in Italiano corrente vuol dire che ci prendiamo direttamente cura del cittadino in difficoltà. Siamo convinti che questa area di servizio sia scoperta, e noi vogliamo essere il punto di riferimento per tutti.

Qual è il modello di business?

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Il nostro modello di business è basato sull’integrazione di un network di servizi complementari, con una logica di economia di scala estremizzata, e questa economia la ribaltiamo completamente sull’utente finale. Questo vuol dire che le proposte economiche che siamo in grado di offrire sono un punto di forza molto efficace se confrontate con il resto del mercato. Qualità del servizio, massima professionalità degli operatori, capillarità del servizio nazionale, per certi profili anche Europa e bacino del Mediterraneo. Una base di riferimento di medici, strutture di trasporto sanitario, strutture ricettive pubbliche e private raggiungibili in maniera diretta, fanno della nostra proposta una ipotesi associativa da non sottovalutare. Il nostro prodotto base costa, su base annuale, come un caffè ogni due settimane!

 Che cosa ti ha insegnato questa esperienza rispetto alle tue precedenti?

Nelle mie prime iniziative avevo molta carica istintiva, mi lanciavo senza troppa riflessione. Adesso la meditazione strategica fa la parte principale, quando decollo gli obiettivi sono chiari, le azioni tattiche di raggiungimento delle varie fasi quasi da manuale. Non sono di certo esente da errori, ma la determinazione è molto più consolidata. L’esperienza mi permette di evitare gli errori banali e magari sfruttare i miei punti di forza al meglio. Amo il networking, e mi piace coinvolgere partner a tutti i livelli, e questa caratteristica segue da sempre il mio modo di affrontare progetti di varia complessità. Da soli non si va da nessuna parte. Comunque lavorare per se stessi, come ho sempre fatto, è impagabile.

Cosa ti senti di consigliare a chi vuole lasciare il proprio lavoro per diventare “imprenditore”?

Marcello_MFPer diventare imprenditori, almeno per quella che è la mia esperienza diretta, ci vuole una caratteristica fondamentale: credere in se stessi. Superato questo requisito, il resto è la radiografia dell’idea che ha scatenato la scintilla. Se non riesci ad analizzare tutti gli aspetti in maniera fredda e distaccata, confrontati con chi ti sta intorno, innamorarsi della propria idea a fondo perduto può avere effetti devastanti. Non avere paura di sbattere, i crash test li hanno inventati appositamente. Ma imparare dagli errori può non essere facile, cercare aiuto in caso di necessità. Per me SaluteCard è stata una scommessa con me stesso: ho mollato il mio settore di riferimento e mi sono tuffato a tempo pieno, e farlo alla mia età non è facile. Se il cervello funziona bene, l’idea sembra buona, provateci! Io lo sto facendo alla grande…..

About Paolo

Paolo
Sono milanese d'adozione, infatti alcune caratteristiche mi differenziano dai Milanesi DOC: ad esempio odio la nebbia e amo il vento. Però si, Milano mi ha sempre affascinato fin da quanto mio papà da piccolo mi portava alla Fiera Campionaria. Quel giorno era una gran festa, ed in particolare ricordo ancora il sapore dei tramezzini dell'autogrill di Dorno, quello grande, il più grande. Amo la musica, il cinema, leggere e molte altre cose ancora, ad esempio suonare la batteria.

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