I Nuovi Imprenditori: Endo Sight

Intervista a Alessandro Rotilio, Fondatore di “Endo Sight”

Incontriamo Alessandro Rotilio, 35 anni, brianzolo di nascita, calabrese di crescita, milanese per lavoro e quindi d’adozione. La sua Startup ha vinto la quinta edizione di Innovits che quest’anno si è svolta nel contesto del GEC, il Global Entrepreneurship Congress.

Senza titoloUna compagna e due figli, un background fondato sulle scienze sociali, ha lavorato per istituti di ricerca sociale e infine è stato assunto da Regione Lombardia come analista di politiche pubbliche.È fondatore di una Onlus che opera nell’ambito del fundraising per la ricerca scientifica su alcune linee terapeutiche basate sulla regolazione delle staminali.

Alla base della sua avventura imprenditoriale c’è un’idea decisamente innovativa, che ci facciamo raccontare direttamente da lui.

 Alessandro, qual’è l’idea alla base di EoS

Alla base di EoS c’è la volontà di migliorare gli esiti degli interventi oncologici mininvasivi (il futuro della chirurgia oncologica) dando al medico una visualizzazione 3D (un rendering) degli organi del paziente. Ma questo l’abbiamo già fatto. Quello che stiamo sviluppando è il posizionamento realistico dei nostri rendering. Immaginate un sistema che permette al medico, indossando un paio di smart-glasses, di guardare dentro il paziente e vedere esattamente dove sono i noduli e intervenire senza aprire. Significa non solo facilitare il compito del medico, ma anche aumentare la capacità di cura.

Qual’è il modello di business ?

Il nostro modello di business è basato sul modello “razor-blade”. Venderemo la tecnologia HW occhiali(occhiali e altri piccoli accessori) a un prezzo molto accessibile. Posso dire solo che gli zeri saranno tre. Successivamente, per ogni paziente che verrà trattato, l’ospedale pagherà per la produzione del rendering, che verrà inviato e mostrato sugli occhiali dal nostro software. Anche qui il prezzo è molto contenuto. Per dare un’idea anche qui, ci sono pacchetti di salviette disinfettanti che costano più dei nostri rendering. Follia? No. I sistemi medicali che hanno successo sono quelli che possono essere utilizzati anche dagli ospedali “normali” e dagli ospedali dei paesi emergenti.

Che cosa ti ha insegnato questa esperienza rispetto alle precedenti?

Che le buone idee vengono dall’incontro di persone che hanno punti vista, esperienze, vissuti, forma-mentis diverse fra loro. Noi abbiamo un team fatto da un luminare di fama mondiale, un italiano, il Prof. Luigi Solbiati. Abbiamo un ingegnere biomedico, Marco, che prende qualsiasi immagine, incomprensibile per me, e la trasforma in un volume che sembra di poterlo toccare. Abbiamo Gianpietro,Senza titolo3 che è una macchina da guerra con la finanza (ed è il mio più severo fustigatore, per fortuna). Infine ci sono io, che ho conosciuto il Prof. Solbiati nel tentativo di salvare la mia sorellina dal cancro. Tentativo fallito. E ho deciso di fare il possibile perché l’esperienza di Martina avesse un senso.

Cosa senti di consigliare a chi vuole lasciare il proprio posto di lavoro “fisso” per diventare “imprenditore”?

Bella domanda. Io lo sto per fare. Con tutte le paure che derivano dal lasciare un “impiego pubblico e fisso” con due bambini da mantenere. In particolare il piccolo mangia un casino.

Io dico di usare la testa. Non sono di quelli che accetta facilmente certi rischi. Prima di fare una scelta sottoponete la vostra idea a gente esperta e che ha diversi background. Ad altri imprenditori, manager. A incubatori/acceleratori come InnoVits, quello a cui ho partecipato io. E poi, se tutto sarà da rifare, vi renderete conto di quanto sarete cresciuti e di quanto potrete fare meglio ricominciando con un’altra idea. Del vissuto, non si butta via mai niente.

 

About Paolo

Paolo
Sono milanese d'adozione, infatti alcune caratteristiche mi differenziano dai Milanesi DOC: ad esempio odio la nebbia e amo il vento. Però si, Milano mi ha sempre affascinato fin da quanto mio papà da piccolo mi portava alla Fiera Campionaria. Quel giorno era una gran festa, ed in particolare ricordo ancora il sapore dei tramezzini dell'autogrill di Dorno, quello grande, il più grande. Amo la musica, il cinema, leggere e molte altre cose ancora, ad esempio suonare la batteria.

2 comments

  1. Angelo Metallo

    Molto interessante. Complimenti Alessandro. Il tuo è un esempio di stimolo per tutti. Apprezzo in particolare il realismo che ha accompagnato questa tua brillante idea e poi ovviamente la natura molto sociale che contraddistingue il tuo progetto. La tua sorellina Martina dal cielo è sicuramente molto orgogliosa di te.

  2. Alessandro Rotilio

    Grazie Angelo

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