Freddo, stufe e tanta pazienza … a Johannesburg

post_03pictureNonostante le temperature qui a Johannesburg siano ancora gradevoli e la camelia sia in piena fioritura, l’inverno si sta avvicinando a grandi passi verso questa parte del mondo. E quando dico inverno non sto esagerando: ci sono delle mattine tra giugno e luglio che la temperatura è ampiamente sotto lo zero, fuori, mentre in casa ti puoi godere la colazione in quei confortevoli dodici o tredici gradi. Tra gli expats, la mancanza di un appropriato sistema di riscaldamento nelle case, è motivo di grande malumore.Ma, se pensate di tirare fuori la questione con un abitante locale, il mio consiglio è: non fatelo. Non osate lamentarvi del tempo: inizieranno a dirvi che in Europa fa molto più freddo, che poi dài si tratta di pochi mesi, che al mattino e alla sera fa freddo ma poi splende il sole per il resto della giornata, qualcuno si spinge addirittura oltre affermando che no, non fa assolutamente freddo.Quasi tutto vero, però, in Italia non sono costretta a preparare l’offensiva basandomi su piumini, pile, coperte, stufe elettriche e stufe a gas.

Oltre a questo dovrete sperare che i vostri “caloriferi” funzionino o che riescano a fare tutta la stagione senza esalare l’ultimo respiro a metà strada. Questa la nostra esperienza:Post_03quotes

  • stufa elettrica 1: non appena aperto l’imballaggio le lampade si sono staccate dal pannello e sono precipitate a terra;
  • stufa elettrica 2: dopo soli tre mesi di onesto funzionamento non si è più accesa. È stata rimpiazzata con una consolante spesa a base di alcolici vari.

Giusto per rendere meglio l’idea vi aggiungo quello che è il resto delle sostituzioni subite nel corso di questo anno e mezzo:

  • frigorifero: non ha fatto in tempo a uscire dal magazzino che era già ammaccato e mancate di una gambetta;
  • bollitore elettrico: come fai a fare bollire l’acqua se questa si disperde dalla base che non è stata sigillata correttamente?
  • ultima in termini di acquisto: un padella antiaderente a cui si è staccata la pellicola antiaderente dopo solo un paio di pasti cucinati.

Solo sfortuna? Onestamente non lo so. L’unica nota positiva è la possibilità di compilare il reclamo velocemente e di vedere sostituito subito il proprio pezzo difettoso con uno nuovo o con un buono acquisto senza dover necessariamente mostrare scontrini, ricevute, o fidelity card.
Diciamo un piccolo compromesso per rendere più tollerabile la seccatura di dover ripetere un’operazione semplice, come l’acquisto di una pentola, non una ma ben due volte.

Questo post, lo ammetto, è un po’ polemico ma vivere all’estero è anche questo: le esperienze che fai ti raccontano molto del Paese in cui sei.

Purtroppo non esistono posti perfetti, isole felici o bar sulla spiaggia.
O meglio: esistono ma la verità non è tutta lì. E chi non racconta i due lati della medaglia non è né sincero né credibile.

Schermata 2015-04-11 alle 19.58.04Cristina, inviata speciale per from9to9, trasferitasi da Milano a Johannesburg, che ci tiene aggiornati su che cosa vuol dire vivere là.

About Carla

Carla
Mooolto milanese, quindi fanatica del lavoro. Ma anche di cinema, animali, viaggi lontano, e recentemente anche di escursioni (facili). Ho sempre lavorato nell’ICT, prima con competenza tecnologica e poi nel marketing e comunicazione. Ho fatto la manager per tanti anni. E adesso basta, voglio divertirmi e questo BLOG è una delle mie nuove passioni che mi danno soddisfazione e piacere. Ah dimenticavo: vivo con mio figlio e tre gatti.

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