Come fare una carriera spaziale e avere una famiglia

Chris Hadfield Space OddityQuando pensiamo all’espressione ‘fare carriera’ pensiamo subito a Melanie Griffith che sconfigge Signourey Weaver nel lavoro e nel cuore di Harrison Ford, giusto? Almeno per quelli della mia generazione… Insomma ci immaginiamo qualcuno che scala la gerarchia aziendale in ufficio e diventa manager, director, C-qualcosa… Non pensiamo alla carriera come a una cosa ‘spaziale’. E invece questa è la storia che racconta il Comandante Chris Hadfield nel suo libro ‘AN ASTRONAUT’S GUIDE TO LIFE ON EARTH‘ . Racconta di come per lui, cittadino canadese, l’ambizione di andare nello spazio si accompagni a una strategia di crescita professionale che lo porti non solo ad acquisire le abilità necessarie ma anche a spostarsi in un Paese con maggiori risorse e opportunità (USA), ma sopratutto a non smettere mai di ampliare il proprio bagaglio di conoscenze e competenze.

Il colonnello Hadfield è un ingegnere e pilota da combattimento della Royal Canadian Air Force e ha partecipato a due missioni nello spazio a bordo dello shuttle, nella seconda ha trascorso 14 ore e 54 minuti nello spazio aperto durante due attività extraveicolari, ed è stato Comandante della International Space Station per alcuni mesi lo scorso anno. Durante questo periodo, lui e il suo equipaggio hanno effettuato numerosi esperimenti scientifici sull’impatto dell’assenza di gravità sugli essere umani.

Entrato a far parte della NASA nel 1993, nel 1995 ha partecipato alla sua prima missione, nel 2001 alla seconda e nel 2013 è stato a bordo della ISS. Nel frattempo è stato il capo delle comunicazioni alle capsule della NASA, la voce a terra della missione, e, per due anni, Direttore Operativo del centro per l’addestramento dei cosmonauti della NASA presso la Città delle Stelle in Russia.

E’ molto conosciuto perchè ha condiviso foto scattate dallo spazio e racconti della vita sulla stazione spaziale attraverso Twitter, Facebook, Youtube e Tumblr, oltre ad aver registrato il primo video musicale nello spazio, interpretando con la sua chitarra ‘Space Oddity’ di David Bowie.

Tutta questa carriera e impegno coniugati con una famiglia e tre figli. Senza il supporto di sua moglie il comandante Hadfield non avrebbe potuto avere una vita professionale così ricca e una famiglia. Se sua moglie non si fosse occupata della gestione dei figli in aggiunta al lavoro, che ha dovuto cambiare diverse volte a seguito dei trasferimenti dettati dalla carriera del marito, lui non avrebbe potuto dedicarsi così intensamente alla sua carriera.

Sul tema del supporto delle mogli degli astronauti avevo letto anche il libro ‘The Astronaut Wives Club‘ di Lily Koppel che racconta delle prime missioni spaziali, inizio anni ’60, e presenta delle figure ben diverse rispetto alla moglie di Hadfield. Le mogli dei primi astronauti erano personaggi da reality: tutta l’America voleva sapere cosa pensavano, cosa cucinavano, come vestivano… La loro vita era un susseguirsi di appuntamenti mondani: dai tè alla Casa Bianca con Jackie Kennedy, agli ‘space events’ a cui partecipavano con abiti disegnati su misura per loro da importanti stilisti.

Ma anche se le cose sono molto cambiate da allora, già all’epoca la NASA aveva le idee chiare sulla necessità per i suoi astronauti di stabilità e sostegno a casa per una buona riuscita nella stressante e impegnativa carriera di astronauta; la regola era: senza un solido matrimonio, niente spazio.

E l’esperienza di Chris Hadfield conferma questa intuizione: nel libro ammette di aver attraversato un momento di crisi, realizzare un sogno come il suo non è cosa da poco, ma proprio sua moglie lo ha incoraggiato, perchè rinunciare lo avrebbe reso infelice e avrebbe reso infelice anche lei. Stabilità e sostegno.

About Elena

Elena
Appassionata di comunicazione da sempre, mi sono occupata di relazioni con la stampa per oltre 15 anni in diverse agenzie e poi in azienda. Dopo la nascita di mia figlia ho deciso di lavorare in modo diverso e oggi collaboro come consulente con diverse realtà, principalmente di piccole dimensioni, per aiutarle nella comunicazione soprattutto sui social network. Mi piace leggere, scrivere e cucinare. Mi appassionano la fotografia, Pinterest, lo scrapbooking e la stampa 3D.

Leave a Reply

Your email address will not be published.