Come cambiare le abitudini autodistruttive

Schermata 2015-01-08 alle 21.53.10Il grande Daniel Goleman (sì proprio il mitico dell’Intelligenza Emotiva e molto altro ancora) ci dice cose interessanti sul tema del cambiamento, sia quello sul lavoro che nella vita in genere. Possiamo approfittare dell’anno nuovo per rivedere certi nostri comportamenti e cercare di eliminare quelli negativi.
Non importa se l’abitudine che vogliamo modificare riguarda la nostra salute – esempio mangiare meglio – oppure i nostri comportamenti in ufficio – esempio ascoltare di più. I passaggi da affrontare sono gli stessi.
La cosa fondamentale da cui partire è essere consapevoli che le nostre abitudini in genere sono invisibili a noi. Dobbiamo tener presente che il repertorio delle nostre abitudini risiede in una parte del cervello che è normalmente off-limits per la nostra consapevolezza. La sede delle abitudini è in una zona molto profonda, situata nella parte inferiore del cervello chiamata gangli basali. Il nostro cervello memorizza le nostre abitudini là così non dobbiamo prestare attenzione cosciente alle infinite azioni abitudinarie che dobbiamo fare tutti i giorni – da come lavarci i denti a cosa non dire al nostro capo.
Questo meccanismo in genere funziona bene, perché fa risparmiare energia al cervello perché sarebbe logorante ricordarsi ogni volta queste sequenze. Ma il problema nasce quando certe abitudini non funzionano per noi. Queste sono proprio quelle che devono diventare l’obiettivo del nostro cambiamento.
Liberiamoci dalle abitudini autodistruttive.
Il primo passo da fare per cambiare queste abitudini autodistruttive è riconoscerle. Per fare questo dobbiamo evitare che queste abitudini siano automatiche per noi ma dobbiamo diventare consapevoliE’ possibile farlo in due modi: riconoscere il fattore scatenante e capire il modo in cui l’abitudine opera.
Sembra facile ma richiede un modo particolare di prestare attenzione: la consapevolezza, perché una volta che noi arriviamo ad essere consapevoli di certi comportamenti, possiamo decidere come cambiarli quando stanno accadendo o un attimo prima che accadano.
La consapevolezza in sostanza de-automatizza le abitudini – mentre eravamo abituati ad avventarci su di un dolce da mille calorie dopo una chiamata sconvolgente di una certa persona che ci rende pazzi, con la consapevolezza possiamo individuare il fattore scatenante già quando vediamo il nome di quella persona sul display del telefono che squilla (viva la tecnologia, viva i cellulari!).
E quindi possiamo sostituire l’abitudine autodistruttiva con qualcosa che funziona meglio per noi. Ad esempio invece di troncare le parole dell’altra persona per imporre la nostra opinione in modo aggressivo (che scatena altra aggressività), ascoltare fino in fondo quello che ci sta dicendo e poi rispondere, magari dopo aver fatto una pausa e un grande sforzo per dare una risposta più diplomatica.
In modo analogo sul lavoro possiamo applicare queste regole quando stiamo per entrare nell’ufficio del nostro capo oppure se stiamo per incontrare una persona che ci fa impazzire. Giochiamo di anticipo, dobbiamo essere consapevoli di ciò che ci sta accadendo e mettere in atto le nostre barriere per non cadere nella trappola e anzi avere una reazione diversa dal solito, che quindi non ci nuocerà. A volte, se il cambiamento riguarda il rapporto con un’ altra persona e sappiamo che l’obiettivo è molto difficile, possiamo cercare di aiutarci anche riducendo al minimo l’interazione con l’altra persona.
Quindi i tre passi da fare sono:
– avere consapevolezza del fattore scatenante e del modo in cui l’abitudine opera
– sostituire la cattiva abitudine con una reazione migliore, che ci fa stare meno male.
– fare pratica di questo processo in tutte le occasioni in cui si verifica spontaneamente.
E’ più facile cambiare le nostre abitudini se conosciamo un po’ i meccanismi cerebrali che stanno dietro i nostri comportamenti e quanto la consapevolezza aiuti a “gestire” il nostro cervello.
Un contributo molto interessante sul potere delle abitudini ci arriva anche da Alessandra Graziottin http://www.alessandragraziottin.it/it/articoli.php/Il-potere-dell-abitudine?EW_FATHER=13589&ART_TYPE=AQUOT

About Carla

Carla
Mooolto milanese, quindi fanatica del lavoro. Ma anche di cinema, animali, viaggi lontano, e recentemente anche di escursioni (facili). Ho sempre lavorato nell’ICT, prima con competenza tecnologica e poi nel marketing e comunicazione. Ho fatto la manager per tanti anni. E adesso basta, voglio divertirmi e questo BLOG è una delle mie nuove passioni che mi danno soddisfazione e piacere. Ah dimenticavo: vivo con mio figlio e tre gatti.

4 comments

  1. Ciao Carla,
    avevo il sospetto che ci fossi tu dietro questa bella iniziativa …..!

    Come stai ?

    Un abbraccio,

    Roberto

    • Carla

      Ebbene sì. Bene grazie, mi farebbero molto piacere i tuoi commenti.. attendo fiduciosa. 🙂

  2. Ho letto con grande interesse l’articolo sulle abitudini autodistruttive. Mi piace la provocazione che lancia, sottolineando come il cambiamento sia pssibile per tutti, a patto che si sia disposti a dedicargli un minimo di impegno e una certa determinazione. Ottima l’idea di mettere il link all’articolo della Prof.ssa Graziottin. Entrambi fanno riflettere sui comportamenti automatici che rovinano l’umore e la convivenza con gli altri nei luoghi di lavoro e nella vita privata, con conseguenze molto negative sull’autostima. Due articoli molto utili, dunque, soprattutto perché incuriosiscono e invitano ad approfondire l’argomento con libri specifici in grado di aiutarci a conoscere meglio noi stessi e a migliorare la qualità della vita, anche in caso di abitudini consolidate nel tempo e perciò difficili da smantellare.

  3. Carla

    Grazie. Cercheremo di affrontare altri problemi di questo tipo e di trovare degli esperti che li affrontino in modo autorevole ma anche concreto, come Goleman e la Graziottin.

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