8 punti per costruire praticamente una presentazione irresistibile

IMG_8804Una nuova prospettiva, molto interessante, per creare presentazioni efficaci, appena imparata alla Social Media Week da Matteo Cassese, consulente interattivo e imprenditore. Molto in gamba.
Matteo è stato molto bravo a raccontarci un’attività consueta come una presentazione con una chiave veramente nuova e sottile, riuscendo a creare pathos per un’attività che conosciamo da così tanti anni, quasi fosse uno spettacolo. Come ha promesso lui sono stati 45 minuti di *lavoro* sulle storie e sul perché hanno un loro posto nel business, nei social media e nelle presentazioni. Ma soprattutto: come si costruiscono praticamente delle storie efficaci? Storytelling, infatti, non significa raccontare aneddoti, ma strutturare idee, pensieri e concetti in un racconto che il vostro pubblico *vuole* ascoltare.

1) Motivare il pubblico. Chi siamo noi e perché loro sono lì. Se ci facciamo caso nei trailer dei film i primi 15 secondi sono spesi a presentarci i personaggi. Non dimentichiamo mai di dire il nostro nome, perché ci connota, e di che cosa ci occupiamo.

2) Stringere un patto col pubblico. Dichiariamo loro come verrà utilizzato il tempo insieme.

3) Far percepire il vantaggio per l’audience. Un metodo molto efficace è anticipare un pezzo di risultato finale. Volendo anche tutto, perché noi amiamo la ripetizione. Poi dopo svelare i meccanismi.

4) Trasformare l’audience, questo è il punto più importante, la chiave di tutto. Bisogna saper dire qualcosa di nuovo o di conosciuto ma con nuova chiave di lettura. E’ importante che a questo punto nella percezione dell’audience avvenga una trasformazione. Si devono stupire. Se non avviene trasformazione allora non è il caso di fare una presentazione, evidentemente potevamo fare qualcos’altro. Es: numeri dell’azienda. Va meglio? Peggio? Qual è la sorpresa?

In pratica bisogna far nascere un nuovo bisogno. Ad esempio nella presentazione che un’agenzia fa ad un nuovo cliente è sbagliata la classica sequenza: chi è l’agenzia, quali sono i clienti e due minuti su chi è il nuovo cliente. La sfida è come farsi percepire unici per quel cliente. Una delle cose che funzionano di più è insegnare una nuova tecnica.

5) Ogni persona reagisce in modo diverso. Bisogna tener presente che ciascuno reagisce in modo diverso e che quindi non possiamo piacere a tutti, ma dobbiamo piano piano riuscire a ispirare un po’ tutti. In fondo l’obiettivo nascosto è quello di creare un gruppo.

6) Arriviamo al concetto fondamentale della nostra storia o presentazione, il climax. Il momento in cui tutte le informazioni date si concentrano. Il picco della montagna. E’ il momento che c’è in tutti i film, in cui è successo qualcosa di fondamentale e ci chiediamo: l’eroe è vivo o morto?

E’ in questo momento che si deve raggiungere la massima attenzione ed è anche l’inizio della fine della presentazione. Questo è il momento in cui “cominciamo” a finire. E ci deve ovviamente essere un solo finale.

7) Sommario, che non è l’agenda iniziale. Anzi, l’agenda non ci deve proprio essere, perché o è inutile o dice cose che ancora non conosciamo. Invece nel sommario tutti i punti hanno un senso, e sono perfino permessi i bullet point. Qui tutti i punti si capiscono. E’ il momento in cui si porta il pubblico in volo sull’argomento. Il sommario aiuta a unire i diversi punti e a ricordare.

8) Possibilmente lasciare qualcosa che si possa mettere in pratica. Una specie di “regalo”.L’ideale è riuscire a suggerire una tecnica, in questo modo si ricorderanno sempre di noi. Nei pitch delle startup il problema è che non si fanno mai questi “regali”.

 

E un ultimo suggerimento (il più difficile secondo me): possibilmente spegnete il computer e usate una lavagna. Con i Post It.

Siate ANALOGICI non DIGITALI.

 

Aiuto i geek si rivoltano nei loro loculi lavorativi!!! Ma questa non è roba per geek!

About Carla

Carla
Mooolto milanese, quindi fanatica del lavoro. Ma anche di cinema, animali, viaggi lontano, e recentemente anche di escursioni (facili). Ho sempre lavorato nell’ICT, prima con competenza tecnologica e poi nel marketing e comunicazione. Ho fatto la manager per tanti anni. E adesso basta, voglio divertirmi e questo BLOG è una delle mie nuove passioni che mi danno soddisfazione e piacere. Ah dimenticavo: vivo con mio figlio e tre gatti.

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