8 domande da farsi per capire perché il capo ci odia (il cattivo dipendente)

Schermata 2014-10-27 alle 18.21.33Il rapporto col proprio capo è naturalmente una delle relazioni che più ci creano problemi e che spesso ci ossessionano giorno e notte.
Ma ci siamo mai fatti un esame di coscienza e abbiamo mai cercato di vedere le cose dal SUO punto di vista? In sostanza perché il capo ci considera un cattivo dipendente?
Credo che un esercizio del genere ci farebbe bene. Ecco quindi alcuni suggerimenti, a partire da quelli più basic, che vale la pena di considerare.
1. Ci metti lo sforzo e l’impegno che l’azienda si aspetta da te?
Quando l’Azienda ti ha assunto avete stabilito un comune accordo basato sulle mansioni che ti riguardano. Ci metti sempre l’impegno dovuto? I tuoi risultati sono buoni? Sei una persona affidabile che mantiene ciò che promette? Ti rendi conto che il tuo capo ha bisogno del tuo lavoro per poter garantire il raggiungimento degli obiettivi di tutto il team?
2. Sei in ritardo troppo spesso? In ufficio fai tutte le ore dovute?
Ovviamente questo punto è molto legato alle regole del tuo ambiente di lavoro. Se tu sei in un contesto lavorativo in cui c’è la massima libertà di orario (quindi arrivare tardi ma anche lasciare l’ufficio tardi) perché sei misurato sugli obiettivi, il problema non si pone. Ma se la situazione è diversa, non puoi arrivare troppo spesso in ritardo o non puoi andare via troppo frequentemente presto. Ti sei mai reso conto che se tu arrivi molto spesso in ritardo (o lavori meno del dovuto) quasi sicuramente anche i tuoi colleghi cominceranno a fare lo stesso, o comunque si lamenteranno col capo? In sostanza il capo deve poter garantire un trattamento corretto a tutti i suoi riporti e odia coloro che gli rendono difficile questo compito.
3. Chiacchieri troppo?
I classici segnali: troppo tempo in pausa caffè, bisbigli con gli altri colleghi, telefonate a bassa voce…
Un atteggiamento del genere nuoce alla tua immagine, ti farai la fama della persona pettegola e quindi anche poco affidabile. E certamente non efficiente.
4. Hai mai parlato male del tuo capo con i colleghi?
Questa è una trappola molto allettante e in cui è facilissimo cadere ma bisogna stare molto attenti. Il gossip si diffonde a macchia d’olio. Evitare il più possibile. Difficile recuperare.
5. Il tuo look è adeguato? 
Chi è trasandato è veramente brutto a vedersi, ma lo sono anche quelli che si vestono come se i corridoi dell’ufficio fossero una passerella sulla quale sfoggiare mise incredibili. Non è vero che ognuno ha la libertà di vestirsi come vuole perché sono solo i risultati che contano. L’immagine è sempre molto importante, parla di noi e se troppo esagerata, in un senso o nell’altro, può far nascere antipatie e invidie, difficili da gestire. Ancora una volta il capo quindi avrebbe dei fastidi, quindi.. ci conviene evitare.
6. Hai capito, o almeno cercato di capire, cosa stai facendo?
Ti sei sforzato di capire qual è il senso di ciò che stai facendo, come si inquadra in un contesto più generale, qual è la logica che ci sta dietro? In sostanza, dimostri senso di responsabilità per il tuo lavoro?  Ogni capo dà molta importanza a questo aspetto e una frase che detesta sentirsi dire è  “mi avevano detto di fare così …”. Bisogna capire quello che si sta facendo. Se ci si trova a dover fare qualcosa che non ci convince o non si capisce, molto meglio chiarire prima i propri dubbi con il capo. Questo, anzi, farà una buonissima impressione. 
7. Ti integri bene con i colleghi di lavoro?
Sei uno che si mette in un angolo o sai legare con i tuoi colleghi? I capi amano i dipendenti che socializzano in ufficio, ricorda che una delle principali qualità che vengono prese in considerazione al momento dell’assunzione è proprio questa. Per un capo avere tra i suoi una persona scorbutica che non si amalgama agli altri è un problema. Se poi fai un po’ fatica perché sei timido/a cerca di darti da fare (offri da bere al tuo compleanno, non appartarti anche se ti costa un po’ ecc.), avrai dei risultati e comunque è molto probabile che il tuo capo noti i tuoi sforzi.
8. Quanto spesso ti ritrovi a essere il valore aggiunto per la tua squadra o per i risultati dell’azienda?
Per piacere al tuo capo non serve solo lavoro, etica, impegno, puntualità e consapevolezza del proprio ruolo, il tuo capo si aspetta che tu aggiunga valore in un modo o nell’altro (se hai lavorato per l’azienda per almeno un anno). I manager sono costantemente alla ricerca di dipendenti che possano fare la differenza con idee brillanti che consentano a loro (i capi) di fare bella figura con il loro team. Cercate quindi di dimostrare di essere intraprendenti e partecipi del successo del gruppo e dell’azienda. In una parola non limitatevi solo a seguire il flusso. 
 

About Carla

Carla
Mooolto milanese, quindi fanatica del lavoro. Ma anche di cinema, animali, viaggi lontano, e recentemente anche di escursioni (facili). Ho sempre lavorato nell’ICT, prima con competenza tecnologica e poi nel marketing e comunicazione. Ho fatto la manager per tanti anni. E adesso basta, voglio divertirmi e questo BLOG è una delle mie nuove passioni che mi danno soddisfazione e piacere. Ah dimenticavo: vivo con mio figlio e tre gatti.

One comment

  1. Oto chodziło. Gratuluje autorowi

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