Orari non flessibili, dress code e burocrazia: come rimanere un passo indietro

età della pietraPer i miei genitori il posto fisso era una condizione normale e l’azienda e le sue regole non erano messe in discussione. Ma oggi che il mondo del lavoro si confronta su scala globale e che i modelli delle aziende vincenti sono a disposizione di tutti come ispirazione per la creazione di ambienti di lavoro più soddisfacenti e, quindi, più produttivi certe regole aziendali fanno venire voglia di urlare ‘Modernizzatevi subito!’

Eccone 3 che mi lasciano perplessa

1. la presenza obbligatoria in ufficio in una fascia oraria non flessibile: sappiamo tutti che l’orario di lavoro tende ormai a estendersi verso la prima serata (vedi il perchè del nome del nostro blog) c’è veramente bisogno di imporre un orario di presenza obbligatoria alla scrivania? Eppure in certi posti è regola non scritta e ci si aspetta che l’ufficio sia in piena attività di prima mattina dopo che le persone hanno dimostrato la propria flessiblità e disponibilità lavorando la sera prima fino alle otto di sera. Senza contare che nel mondo stanno prendendo piede filosofie orientate al risultato che mettono nettamente in secondo piano anche la mera presenza in ufficio, come, ad esempio, raccontato nel nostro articolo ‘Branson cancella l’orario di lavoro contano i risultati non il tempo in ufficio‘.

dress code ufficio2. il ‘dress code’ che specifica cosa NON indossare in ufficio. Mio marito mi ha raccontato di un’azienda nella quale ha lavorato che vietava alle donne di indossare i pantaloni, un nostro amico che lavora in una piccola realtà locale deve sottostare alla regola ‘niente barba e baffi in ufficio’, in altri contesti invece si chiede di non andare al lavoro troppo ‘svestite’. La mia opinione è che l’azienda dovrebbe limitarsi a suggerire uno stile d’abbigliamento ‘business’ o ‘business casual’ se l’ambiente è più informale. Vorrei ricordare che Sergio Marchionne ha sdoganato il maglioncino anche per i meeting importanti e le conferenze stampa… Se ci sono casi specifici andrebbero indirizzati direttamente dal manager che è lì anche per ricordare alle proprie persone di vestirsi in modo adeguato.

3. la burocrazia ovvero le procedure interne all’azienda, dall’ordine della cancelleria alla reportistica. Imporre ai propri dipendenti di richiedere formale autorizzazione per qualsiasi cosa è una forma di controllo che limita l’autonomia negando fiducia alle persone assunte. Non avete assunto bambini di 4 anni ma professionisti, lasciateci lavorare!
Ma siamo in Italia dopotutto giusto? Mi permetto però una piccola divagazione sul tema, riportando un post dell’amico Marco De Candia (autore dei post: Quegli antipatici dei milanesi magrissimi sull’ascensore  e L’ Export Manager e il rimmel ) che ironizza sulla pervasività della burocrazia nella vita di tutti i giorni

Ho preso una decisione importante. Ho avuto una proposta da un altro barbiere ed ho deciso di cambiare. Come da prassi sono andato al Centro per la Messa in Piega per farmi rilasciare l’attestato di taglio e shampoo. L’impiegato gentile mi chiede di indicare nell’autocertificazione se mi faccio le sopracciglia da solo o mi rivolgo ad una struttura esterna specializzata. Mi prende il viso tra le mani e mi guarda naso e orecchie, sorride e annota sul foglio. Mette un bel timbro e mi consegna il documento. Mi dice che ora posso cambiare barbiere. “Si ricordi che per la lozione rinfrescante dovrà effettuare un versamento di c/c postale prima che il nuovo barbiere faccia la dichiarazione obbligatoria dei peli superflui” mi raccomando……

Altre pratiche da ‘età della pietra’? Scriveteci!

About Elena

Elena
Appassionata di comunicazione da sempre, mi sono occupata di relazioni con la stampa per oltre 15 anni in diverse agenzie e poi in azienda. Dopo la nascita di mia figlia ho deciso di lavorare in modo diverso e oggi collaboro come consulente con diverse realtà, principalmente di piccole dimensioni, per aiutarle nella comunicazione soprattutto sui social network. Mi piace leggere, scrivere e cucinare. Mi appassionano la fotografia, Pinterest, lo scrapbooking e la stampa 3D.

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